Avevo accennato già al quesito che mi si pone, cioè se anche i lati non visibili dei blocchi di pietra siano lavorati così accuratamente o se i blocchi siano adattati l'uno all'altro utilizzando ad esempio pietre più piccole come cunei. La stabilità ai terremoti potrebbe far propendere per una lavorazione accurata.
Il problema di perché non si siano usati blocchi di forma regolare è forse anche un problema culturale oltre che di risparmio di lavoro e materiale: Noi siamo abituati a ritenere "regolari" forme parallelopipede, ma era così anche per le popolazioni americane? Se considero le ceramiche, noto che a diversità dell'ambito europeo ed asiatico vi sono molte più forma "irregolari", molto spesso zoo- e anntropomorfe. Provabilmente la mancanza della ruota, penso anche nella produzione ceramica, ha portato a sviluppare forme diverse, una diversa visione anche nell'architettura e nelle tecniche costruttive.
Per la coesistenza di motivi statici e simbolici ricordo i "ponti del diavolo", presenti ad esempio nelle culture alpine: a memoria ve ne sono in Ticino, a Cividale dei Friuli, ecc. Caratteristica di questi ponti, la cui ciostruzione è particolarmente ardita, è che le fughe tra i blocchi non formano mai croci (dal punto di vista statico sarebbe un punto assai debole), ma questo prende un significato simboluico, perché il demonio, che ha costruito o comunque partecipato alla costruzione, non sopporta naturalmente la presenza di croci.
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dott. Claudio Giorgini
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