Quote:
oplaco
. . . credo che la tecnica di produzione sia la fusione e colatura in stampi, questo permetteva la produzione di un numero notevole di pezzi . . .
|
Indubbiamente la colatura entro stampo a due valve è la cosa più semplice.
Però ci sono un paio di aspetti che non mi tornano molto.
Innanzi tutto gli esemplari pervenuti sembrano presentare la tendenza ad una "bava" longitudinale che non escluderebbe una realizzazione a pressione anziché a colatura.
Poi questa tecnica di produzione, molto smplice e pratica in un ambiente artigianale o addirittura domestico, non mi sembra molto idonea ad un ambito militare, dove ci si aspetta che le attrezzature debbano essere facilmente trasportabili ed utilizzabili rapidamente per grandi numeri (invece il sistema della matrice mi sembra un po' lento e non tanto comodo da trasportare).
Da un militare non mi aspetto che si porti dietro fin in zona di operazioni delle matrici di argilla e si metta pazientemente a colarci dentro dl piobo fuso aspettando poi che si raffreddi per estrarre il manufatto e ripetere l'operazione.
Da un militare mi aspetto che sia più propenso a portarsi dietro un bel sistema ad incudine e martello (o a tenaglia, da serrare magari comunque con una bella martellata sopra), una sommaria riscaldatina al piombo, gran martellate sopra e giù a produrre centinaia di pezzi in poco tempo.
Però sia chiaro che la mia è una pura illazione.
Quote:
oplaco
. . . se le ghiande venivano usate come fuoco si sbarramento . . .
|
Come dicevo qualche post fa, non credo che la forma a ghianda di questi proiettili sia compatibile con un impiego per tiro diretto. Per quel tipo di impiego sarebbe stato molto più efficace una biglia o un cubetto (che tra l'altro è molto più semplice da realizzare).
Azzarderei l'ipotesi che l'impiego possa essere in relazione non ad un tiro difensivo, bensì ad un tiro offensivo dietro o contro riparo. In questo caso la ghianda non colpisce per effetto propulsivo, ma in caduta libera.
Anche questa è una illazione.