
03-May-2007
|
|
Utente attivo
|
|
Data Registrazione: Mar 2007
|
|
Cara Francesca, Roma è un ottimo esempio. E dallo studio di questa come di altre grandi città si possono ricavare alcuni tratti sommari riguardo l'evoluzione delle infrastrutture urbane, quali mura, rete viaria ed edifici pubblici.
La costruzione o il ripristino delle cinte murarie è un fatto che coinvolge pressoché tutte le regioni dell’impero. Le mura sono costruite spesso con materiale (pietra e mattone) recuperato da monumenti pubblici o privati in disarmo (frequentemente anche da aree funerarie). Molte città erano state dotate di fortificazioni in epoca repubblicana o altoimperiale. In questi casi le mura vennero restaurate, rinforzate (spesso con torri), ampliate (Milano, Ravenna) o ridotte (Mantova, Brescia, Bologna) anche se per l’Italia il fenomeno delle cosiddette “contrazioni” non sembra molto diffuso. Tradizionalmente queste cinte murarie sono state messe in relazione con le invasioni barbariche che a partire dal III secolo interessano le varie regioni dell’Impero. Le indagini più recenti hanno messo in luce la complessità del problema. Molte fortificazioni sembrano effettivamente rientrare in una vasta campagna di opere attuata in età tetrarchica, ma nel loro insieme le fortificazioni si distribuiscono in un arco cronologico molto più ampio. Tuttavia dopo il V secolo il numero di attestazioni di nuove cinte murarie diminuisce.
Il tracciato ortogonale delle città romane sopravvive, fossilizzato, in numerosi nuclei urbani attuali. Le città di Pavia, Verona, Piacenza o Lucca sono solo alcuni esempi. La sopravvivenza del tracciato romano nel mondo medievale è stata valutata come evidenza di un’occupazione continua tra l’epoca romana e l’attuale. Tuttavia alcune città come Aosta e Torino presentano ancor oggi una trama ortogonale, ma si sa che questa in epoca tardoantica e altomedievale era parzialmente abbandonata. In ogni caso la sopravvivenza del tracciato romano nel mondo medievale rivela un certo grado di controllo pubblico sulle strade e altre infrastrutture urbane che impedisce l’usurpazione dello spazio da parte dei privati.
Nelle sedi imperiali l’evergetismo aulico e le esigenze legate alle nuove funzioni delle città si traducono in un’edilizia pubblica a carattere monumentale. Al di fuori di questi centri gli interventi sull’edilizia pubblica sembrano essere modesti e molto occasionali, per cui con il tempo la maggior parte degli edifici cade in rovina. In generale non sembra che le città venissero spontaneamente abbandonate al degrado da una popolazione decimata e disorganizzata,ma che anche il degrado continuasse ad essere controllato e gestito dalle autorità che dovevano autorizzare il riuso o lo spolio degli edifici abbandonati.
In alcune città, mentre il centro religioso si sposta nel quartiere episcopale, il Foro sembra ancora funzionate in pieno V e VI secolo come centro della vita economica e politica della città. In molti casi i fori potrebbero essere sopravvissuti come sede del mercato come succede a Verona. In molti nuclei urbani l’area forense e i suoi principali edifici perdono (al meno parzialmente) la loro funzione originale o almeno la loro monumentalità e sono invasi da strutture abitative di carattere residenziale (Brescia, Luni, Arles) e di alcune sepolture (Brescia).
Anche se i padri della chiesa criticano l’uso delle terme sembra che queste si mantengano in uso per molto tempo. Gli stessi palazzi episcopali erano frequentemente dotati di terme. Si osserva in alcuni casi una certa tendenza alla diminuzione delle dimensioni delle piscine interpretata come passaggio dall’uso comunitario ad un uso individuale anche se altri attribuiscono il cambiamento ad un problema economico (mancanza di combustibile).
I giochi e gli spettacoli in anfiteatri e teatri spariscono nel corso del V secolo in occidente. In molti casi l’interno degli edifici di spettacoli (arena e gradini) vengono riusati a scopo abitativo. In altri casi quello che si riusano sono le strutture architettoniche esterne.
Se qualcuno ha ulteriori notizie me le faccia avere! C'è sempre bisogno...Come ho già detto ho tralasciato l'edilizia ecclesiastica (di cui mi intendo molto poco)...per quanto riguarda quella privata conto di introdurre anche la questione 'terre nere', così rispondo pure all'altro thread citato da Mdd.
Brado
__________________
'Archaeology is the most fun you can have with your pants on' (Kent Flannery).
Ultima Modifica di Brado : 03-May-2007 15:30.
|