Non ho analizzato completamente il libro del Vinci ma da alcuni brani che ho letto su vari siti internet tale teoria (cosi' come altre simili vedi quella che vuole gli eventi Omerici ambientati in Inghilterra) viene motivata mettendo in evidenza solo quegli elementi che i qualche modo possono avvalorarla ignorando od evitando accuratamente di citare quelli che invece la confuterebbero es: Nell'Iliade vengono spesso descritti i personaggi vestiti con mantelli di animali, quindi siccome nella costa Anatolica ed in Grecia fa caldo (il che non è sempre vero) per il Vinci questo è un elemento che fa supporre che Omero descrive in realtà gli abitanti di un luogo nordico. Peccato che non viene citato il fatto che tali mantelli sono anche descritti come pelli di leopardo e leone.
Oppure secondo il Vinci Troia viene descritta come un piccolo villaggio con fortificazioni in legno. Le palizzate in legno erano si presenti davanti alle porte ma non viene detto che Omero descrive le mura di Troia come ben fatte, imponenti con torri e bastoni ed in un punto con la caratteristica forma a prua di nave (parte di quel muro tipo prua è ancora visibile oggigiorno).
Alcuni elementi dell'armamento descritto nell' Iliade (tipologie di spade od elmi) possono anche trovare paragoni con vari reperti dell'età del bronzo del centro/ nord Europa, ma in ogni caso sempre del periodo tardo.
Le tipologie di scudi (con piu' strati di pelli di bue, che coprono l'intero corpo del guerriero, con frange etc..) sono invece pienamente riconducibili alle fonti Micenee cosi' come le decrizioni dell'elmo a zanne di cinghiale, le corazze a piastre con spallacci, le battaglie con i carri, la Micene ricca d'oro etc..
Si hanno inoltre varie evidenze citate dalle tavolette Ittite circa la presenza degli Ahhiyawa (Achei) nell'area costiera Anatolica a Milawanda (Milleto) e Wilusa (Wilios, Ilios) in un periodo pienamente compatibile con il livelli di Troia VIh e Troia VIi (ex VIIa) la possibile città descrita nell' Iliade.
Non dimentichiamo inoltre che Troia non venne completamente distrutta alla fine dell'età del bronzo e cancellata dalla storia fino a Schliemann.
Il sito continuò ad essere abitato durante tutto il periodo Arcaico, Classico, Ellenistico e Romano e da sempre conosciuto per continuità storica come la Troia omerica, non certo per la "occasionale" e "fortuita" scoperta di Schliemann (che ben sapeva dove scavare)
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