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Vecchio 05-May-2007
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leda leda Non in Linea
AI senatus
 
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Mi fa molto piacere che tu abbia risposto alle mie osservazioni Lawagetas, perché prendendo spunto da ciò che hai detto cercherò di spiegare la mia idea. Le precisazioni che fai sono giustissime, ma non è detto che una cosa escluda l'altra, come ha già fatto osservare Claudio.
Partiamo dall'inizio: stando ai filologi i due poemi sono stati composti alla fine dell'VIII secolo (Raffaele Cantarella sposta la data al IX, ma questa questione la lascio agli esperti, qui non ci interessa), tuttavia essi sono la rielaborazione di una serie di canti anteriori, mutuati dalla tradizione micenea, tradizione che si fa risalire da alcune radici e suffissi rimasti nella lingua omerica ai secoli XV-XIII (sempre Cantarella). Effettivamente abbiamo un passo del libro XVIII (vv. 474-475) nel quale si narra di come Efesto costruisce delle nuove armi per Achille (che ha prestato le sue a Patroclo ormai morto) e getta nel fuoco oro, argento, stagno e bronzo, ma non ferro. Ferro che, nel Mediterraneo, fa la sua comparsa solo a partire dal XII secolo. Dunque i poemi omerici raccolgono in sè elementi diversi, tramandati attraverso i secoli e rimasti come retaggio del passato.
Passiamo ai micenei: come si sa questa civiltà non è autoctona, ma si forma dopo la scesa degli achei (avvenuta dopo il 2000 a.C.), che provenivano dal nord dei balcani, e gli influssi minoici. Questa origine achea non è da considerare secondaria: Omero quando parla dei Greci li chiama proprio Achei come termine privilegiato, seguito da Argivi o Danai. Quindi c'è un forte retaggio di quella che era stata l'invasione achea dalla quale si era formata la civiltà protagonista della vicenda e questo porta a pensare che forse, nel processo di assimilazione, non tutto della cultura degli invasori fosse andato perduto. Un altro passo dell'Iliade mi sembra esplicativo: nel libro X (vv. 260-270) viene descritto un elmo, realizzato in cuoio, con cinghie all'interno e ornato di zanne all'esterno. L'elmo in questione è molto simile a questo:

The Greek Age of Bronze - Shields

L'oggetto in questione è miceneo, nel senso che ormai era d'uso abituale presso i micenei, ma, come dice anche la didascalia a fianco, era stato introdotto in area egea da popoli provenienti dal nord e centro Europa.
Ecco dunque la mia ipotesi: quando gli achei scendono portano con sè le loro tradizioni culturali, i loro miti e le loro leggende che, con la nascita della nuova civiltà micenea, ovviamente vengono in parte rielaborati (si spiegherebbe così perché troviamo citate sia le palizzate di legno che le mura vere e proprie, certi particolari in ambito poetico sono del tutto secondari). Forse, nei loro miti c'era il ricordo di un grande scontro (un saccheggio come sostiene Vinci) di cui si mantenne il ricordo seppur riadattato. Alla fine del XIII secolo, durante il miceneo medio, avviene poi la guerra di Troia (tra il 1240 ed il 1200, se lo facciamo corrispondere allo strato VIIa), che deve aver costituito un evento abbastanza rilevante per l'epoca, degno di essere tramandato ai posteri. E' possibile che i due eventi si siano in parte sovrapposti, oppure che la tradizione precedente sia stata utlizzata per celebrare la nuova vittoria. Omero sarebbe poi intervenuto a dare il tocco finale, lì dove effettivamente era necessario, ma tralasciando particolari che non erano rilevanti ai fini della economia del poema, tra cui le indicazioni geografiche: che il Peloponneso fosse montagnoso oppure pianeggiante, isola o penisola non cambiava molto, gli scopi del poeta erano ben altri.
Certo, quella qui esposta potrebbe essere solo una sciocchezza, ma, come ho detto in un post poco sopra, ogni tanto bisogna cercare di dire qualcosa di un po' di azzardato, con un certo buon senso, ma non credo faccia male .

Quote:
lawagetas
Il sito continuò ad essere abitato durante tutto il periodo Arcaico, Classico, Ellenistico e Romano e da sempre conosciuto per continuità storica come la Troia omerica, non certo per la "occasionale" e "fortuita" scoperta di Schliemann (che ben sapeva dove scavare)
Domanda: se il sito si conosceva da tempi immemorabili, perché nessuno lo ha scavato prima di Schliemann? Perché gli dettero tutti del pazzo quando lui si accinse a farlo? Forse perché nessuno credeva che le "favole" di Omero contenessero un fondo di verità, dal momento che ciò cozzava con l'accademismo (diciamo così) del tempo......

Scusate, mi spiegate come si inserisce la freccina accanto al nome quando si quota?
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