Cara Milena, che io sappia, la distinzione a livello archeologico delle varie etnie è pressoché impossibile, a meno che non siano presenti delle sepolture con un corredo inequivocabilmente caratteristico di un popolo. Spesso le residenze private (ma anche gli spazi pubblici) venivano riutilizzate dai barbari in modo diverso dai proprietari precedenti, nel senso che lo stile di vita era decisamente più modesto. Tuttavia le tracce archeologiche sono quasi sempre difficilmente distinguibili, in particolare durante la dominazione gota. Durante l'età longobarda ci possiamo basare invece su qualche elemento in più rispetto ai corredi funerari, come per esempio le ceramiche.
Per quanto riguarda la concezione urbanistica e le piante degli edifici, in epoca teodoriciana c'è una sostanziale continuità nei metodi costruttivi, anzi spesso le autorità pubbliche si prendono cura delle infrastrutture attraverso interventi di restauro e manutenzione. Con l'arrivo dei Longobardi molte domus urbane subiscono invece il fenomeno del frazionamento degli ambienti domestici, dovuto forse a divisioni a seguito di eredità o di compravendita. Inoltre le tecniche e i materiali da costruzione subiscono un'involuzione, con la comparsa di edifici in legno. Diciamo comunque che nel territorio longobardo avvengono profonde trasformazioni urbanistiche: ruralizzazione di alcune aree urbane, abbandono dei piani d'uso d'età romana, disuso del sistema idrico e fognario, perdita di funzione di molti degli edifici simbolici della città antica, quali i luoghi di spettacolo e i templi, inserimento di gruppi etnici alloctoni (acquartieramento di truppe, il che ci riconduce al frazionamento degli spazi abitativi).
Brado
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'Archaeology is the most fun you can have with your pants on' (Kent Flannery).
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