Quote:
Mdd
Intanto io metto la salvaguardia della salute del lavoratore su un piano di importanza maggiore della salvaguardia del bene archeologico.
|
Questa mi sembra una cosa ovvia e naturale.
Ripeto: non sto dicendo che non bisogna avere e rispettare delle norme di sicurezza, anzi, sto solo dicendo che, per quanto riguarda le scarpe, dal mio punto di vista tali norme vadano proporzionate alla situazione.
Ci sono casi in cui il pericolo è maggiore e casi in cui è minore, e per questo mi è sembrato curioso, fuori dal mio modo di pensare, il fatto di imporre dall'alto (e impuntarsi a far rispettare tale imposizione) un unico e particolare tipo di scarpe che possono essere sì utili e necessarie in certi scavi, ma del tutto inutili (per non dire potenzialmente pericolose per i reperti stessi) in altri casi.
Capisco che anche uno scavo paleolitico possa comportare dei rischi per i piedi di un archeologo, ma qual'è la probabilità reale di trovare, in un suolo di 50'000 anni fa, un chiodo che richieda degli scarponi per evitare di ferirsi?
Bassina, mi sembra
E allora, visto che mi sembra piuttosto impossibile, e se non impossibile piuttosto illogico, pensare di stabilire norme e regole per decidere quale tipo di scarpa vada usato in quale tipo di scavo, trovo che in una situazione normale (ripeto: NON in cantieri edili o dove il pericolo è presente e manifesto, dove le norme ci vogliono e vanno rispettate), in situazioni normali, dicevo, penso che lasciare all'archeologo la scelta della scarpa più adatta sia la soluzione migliore.
Senza contare che, come è gia stato detto, non tutti i tipi di scarpe sono salutari per tutti i tipi di piedi
Modi diversi di vedere le cose, tutto qua
ciao!
