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Vecchio 07-May-2007
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Questo richiamo alle Norme mi fa sospettare che forse c'è un equivoco.

Che io sappia non c'è nessuna Legge che impone a noi Archeologi le calzature di sicurezza.
Fermo restando che se si sta operando in un ambito affine all'edilizia la norma prevede quasi sempre una "progettazione" della sicurezza (a cura di un tecnico abilitato) che ha valore vincolante (e che di solito si concretizza proprio nella imposizione dei DPI).
C'è invece comunque sempre una Legge che obbliga ogni datore di lavoro (e come "lavoratori" ci stanno dentro tutti, anche precari, volontari, collaboratori non retribuiti di Soprintendenze etc., direi esclusi forse i soli studenti nel corso di attività condotte direttamente dall'Ateneo e forse -ma non ci giurerei perché recentemente l'ho visto richiedere anche a loro- soci di volontariato organizzato per cantieri condotti dalla propria Associazione) a valutare per iscritto ed in forma analitica i rischi (e siccome esistono statistiche specifiche non si scappa), a rimuoverli, e se non può dichiarare di essere del tutto certi di averli rimossi tutti (assumendosene la responsabilità) ad imporre a tutte le persone che dipendono da lui dei dispositivi di protezione individuale idonei a tutelare dal rischio residuo (dove per rischio residuo si intende quello che non è venuto in mente al momento della valutazione, quello che ci si era ripromessi di rimuovere ma -vuoi mai- qualcosa potrebbe essere scappato, o quello che si è disposto di fare ma per inadempienza di qualcuno non viene fatto).

Quello che dico io è che quel lavoratore che si presta a lavorare senza scarpe di sicurezza su un cantiere archeologico in assenza di una valutazione scritta sui rischi, sulla loro rimozione e senza una (molto improbabile perché non conosco nessuno che sia così matto da sottoscriverla) assunzione di responsabilità da parte del datore di lavoro, se ne sta semplicemente fregando e sta danneggiando la categoria.

Ritieni di essere l'eccezione rispetto ai casi più comuni, pensi ve ne siano le condizioni e ritieni preferibile fare senza? Pretendi allora di partecipare con il datore di lavoro (o suo Responsabile) alla fase di valutazione rischi, di essere sentita dal Coordinatore per la Sicurezza e cerca di incidere nelle loro decisioni.
Se sei un dipendente assunto in regola hai delle possibilità, anche tramite Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. Auguri.

Quote:
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...ma ti pare mai possibile un piano di evacuazione in una grotta che ha un unico ingresso e magari un' unica e ripida strada per raggiungerla, se non il mare?. . .
Se è una cosa difficile da fare e potrebbe aver rilevanza riguardo alla salute dei lavoratori, allora tanto più è necessario che sia prevista in una procedura scritta.
Normalmente in uno scavo in mezzo alla pianura a nessuno verrebbe in mente di doverla prevedere: in una grotta con un unico ingresso e magari un'unica e ripida strada per raggiungerla, se non il mare è evidente che è indispensabile.

Ultima Modifica di Mdd : 07-May-2007 01:38.
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