Ti si accrasta

Sì poi dipende dai casi concreti di studio... C'è chi mette più l'accento su una cosa chi più su un'altra, evidentemente anche in base al materiale che si ha a disposizione. In Italia non so se ci sia qualcuno che si occupa prevalentemente di tali aspetti. E del resto sia in Italia che fuori, al di là poi del fatto che possano esistere lavori considerati "classici" di certi indirizzi (che so, archeologia sociale, archeologia funeraria, archeologia del potere, archeologia di genere, ecc.), capita spesso che nella pubblicazione di uno scavo si avanzino, a seconda del materiale a disposizione, ipotesi sull'organizzazione sociale, politica, economica, ecc. Senza troppo perdersi nel cercare di "incasellare" le proprie tesi in queso o quest'altro indirizzo (anche se tuttavia tale "incasellamento" spesso esiste, e viene lasciato implicito. Esplicitarlo, senza magari filosofeggiare più di tanto, male forse non farebbe...). Per cui... Che io sappia in Italia in quest'ottica - dell'archeologia sociale - c'è per esempio il lavoro di Alessandro Guidi (Preistoria della complessità sociale, Laterza, 2000), della Frangipane (La nascita dello Stato nel Vicino Oriente, Laterza, 1996), credo (perchè ho letto solo una piccola parte) anche alcuni lavori della Bietti Sestieri, e non so chi altri.