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Cerebia
Il mio problema nasce quando devo riconoscere le tipologie dei terreni che emergono durante lo scavo. Finchè si parla di pozzolana, sabbia e terra di riporto non ho alcun problema, ma quando emergono terreni particolari non posso che affidarmi all'esperienza dei miei operai, ma talvolta non basta tanto che le descrizioni risultano essere superficiali.
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Leggendo quanto sopra e le risposte di Mdd ed altri, mi sorgono alcune perplessità, per le quali chiamo in causa Brado (che mi sembra abbia competenze specifiche).
Il mio dubbio è questo: in archeologia si usano classificazioni di suoli diversi da quella della Pedologia tout-court, ovvero quella che deriva dalla geologia, geomorfologia e scienze agrarie?
Pur nel caos delle diverse classificazioni in uso (almeno fino a qualche hanno fa; spero le cose si siano standerdizzate) – classificazione Americana, Francese, FAO... – si hanno definizioni ben precise che descrivono le caratteristiche morfologiche, composizionali e genetiche di un certo tipo di suolo.
Nella classificazione americana un suolo pochissimo evoluto sprovvisto di orizzonti diagnostici, si chiama Entisol, mentre un Vertisol è un suolo ad argille rigonfianti; ma si arriva a definizioni più accurate, come nel caso di un Cryaquent, cioè un Entisuolo (Ent), idromorfo (Aqu), in ambiente freddo (Cry).
Chiedo quindi a Brado (o chi altri) se in archeologia si usa una classificazione tassonomica diversa (andando così a complicare ulteriormente il quadro) ed eventualmente che caratteristiche presenta.
ciao