Discussione: VI Tempio ad Agrigento
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Vecchio 11-May-2007
apalillo apalillo Non in Linea
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Predefinito VI Tempio ad Agrigento

Egregio Signor Morici, visto che non rivendico alcuna primogenitura, come ho già dichiarato all’Ansa- Sicilia, non capisco le accuse gratuite che mi rivolge, che sono lesive della mia sfera professionale e morale. Per amore di verità non ritengo corretto esprimere giudizi su persone che non si conoscono, è un metodo che non condivido. Innanzitutto, come lei dimostra di non sapere, ma non è una sua colpa, sono i giornalisti che redigono gli articoli a decidere il titolo, il catenaccio e l’occhiello del pezzo, cioè quegli elementi che fanno risaltare le notizie, non già chi invia il contenuto delle informazioni. Come avrà potuto notare non risulta alcuna mia firma negli articoli apparsi sia sull’Ansa che sui quotidiani che riportano la tesi sull’esistenza del tempio della pudicizia, ne mie rivendicazioni di scoperte. Semmai penso di avere fornito degli elementi utili per gli studiosi come l'analisi delle foto aeree di quel sito, affinché si arrivi all’accertamento di quella verità di cui lei ne rivendica la paternità. Io non mi sono mai autoattribuito titoli accademici, ne ho rivendicato ruoli che non sono miei. Non mi sono mai definito uno storico, ne ho pretese di avere competenze in settori in cui non ho maturato studi o esperienze professionali, quali la storia e l’archeologia. L’esistenza di un tempio in quella zona, poi, era già stata descritta da alcuni scrittori del 700, di cui lei non mi pare abbia mai fatto cenno, a dispetto delle dotte citazioni di cui fa ora sfoggio, ne avrebbe potuto farlo perché si tratta di testi inediti da me trovati, insieme ad altri amici, dopo anni di ricerche. Io ho solo scritto che ci sono elementi sufficienti per pensare all’esistenza di un tempio nella zona sopra il ponte dei morti, senza rivendicarne la scoperta o toglierla ad altri. L’attribuzione alla Pudicizia di quel tempio è un aspetto che va approfondito a parte. D’altronde le scoperte nel settore archeologico devono trovare conferme negli studi e dagli scavi fatti da esperti del settore. Le ricordo anche che come giornalista sono tenuto al rispetto del nostro codice deontologico, in cui credo fermamente, e le assicuro che, in questi anni, nessuno ha avuto da dire sul mio lavoro, sulla mia professionalità ne sulla mia dirittura morale. Chiariti questi aspetti, che per me sono fondamentali più della possibilità di avere notorietà, di cui posso farne tranquillamente a meno, specie se ottenuta a danno di altri, per dovere nei confronti di chi legge senza conoscermi, le ricordo che le sue lamentele vanno rivolte ad altri, cioè a chi non si adopera perché venga portato alla luce un patrimonio archeologico tra i più importanti al mondo che ancora si trova in parte nel sottosuolo della città. Scrivo questa risposta senza volere alimenare polemiche con lei, perchè il mio intento è quello di dare supporto alla tesi dell'esistenza del tempio di cui lei, ripeto, rivendica la paternità. Le auguro, in ogni caso, che le sue segnalazioni fatte nel febbraio del 2006, di cui non conoscevo il contento prima del suo articolo uscito l’8 gennaio di quest’anno sul Giornale di Sicilia, abbiano il giusto riconoscimento nelle sedi competenti.

Ultima Modifica di apalillo : 12-May-2007 01:57. Ragione: rettifica