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Vecchio 12-May-2007
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Karl Karl Non in Linea
AI senatus
 
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Ma infatti su un piano, diciamo così, "logico", ricerca storico-critica, teologia e fede, e altro, andrebbero tenuti distinti. Nel senso che, in linea di massima, la ricerca storica e scientifica non dovrebbe mettere in crisi la fede, almeno sul medio-lungo periodo. E difatti così è stato... Tuttavia certamente ci sono stati nella storia degli esempi di frizione tra le varie dimensioni. Quando per esempio la ricerca geologica e preistorica (anche archeologica) hanno messo in crisi la storia del mondo fondata sulla lettura tradizionale della Bibbia, del tipo il mondo è nato nel 4004 a.C. ecc., le resistenze da parte della Chiesa e non solo non sono state poche. E non c'è certo bisogno di citare il caso di Galileo. E altri se ne potrebbero fare. Così come a due piani diversi attengono la storia degli avvenimenti e la storia delle credenze, anche se sempre di storia si tratta. Le credenze, a posteriori, non rendono reali gli avvenimenti. E la veridicità o meno degli avvenimenti non necessariamente incide sulla forza e permanenza delle credenze (a credenze non do ovviamente un'accezione negativa, ma neutra). In questo credo che Ivan abbia ragione. Io personalmente ritengo interessanti entrambi gli aspetti. Ovviamente certe questioni possono essere più incisive di altre, nel rapporto tra i due campi. In questo caso l'esistenza storica di Gesù, essendo il cristianesimo religione storicamente fondata e basata sull'esistenza (anche?) storica di una personalità, qualche problema anche al cristianesimo in quando fede lo porrebbe, anche se bisogna vedere in che modo e fino a che punto. Io ritengo sia giusto far sapere che esistono studiosi come Donini (Ambrogio), o come la scuola "mitologica" sovietica (il che non significa ritenere che le conclusioni a cui pervengono siano fondate su ricerche metodologicamente valide, almeno non del tutto, o criticabili e superate, o non inficiate da orientamenti ideologici). Ci sono studiosi delle religioni atei, agnostici, laici, e anche "marxisti", che tuttavia si trovano su posizioni differenti dalle loro, per esempio. E ci sono studiosi cattolici, cristiani, credenti ma di orientamento laico e aperto, che hanno posizioni ancor diverse, oppure non molto dissimili dagli atei, agnostici e "marxisti" di cui sopra (per parte mia io ho studiato, per quel che riguarda la storia delle religioni e la storia del cristianesimo, con Filoramo e Gianotto, e sono tendenzialmente ateo). E ci sono studiosi cattolici ortodossi, più o meno fondamentalisti e integralisti, il cui metodo, al di là della fama fornita dalla cassa di risonanza massmediatica, è discutibile e può esser considerato imbevuto di ideologia (anche politica) tanto quanto quello degli studiosi sovietici (a patto che lo sia). Per cui 'nsomma... mah! Per il resto mi è molto piaciuto quest'ultimo intervento di Ivan :smile:

Ultima Modifica di Karl : 12-May-2007 19:02.
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