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Vecchio 13-May-2007
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Scusami, ma pensi che possano in un qualche modo promuovere studi in grado di mettere in discussione la loro esistenza, e ancor di più di negare le fondamenta del cristianesimo?
Non era questo il punto. Sicuramente uno come Mauro Pesce non lo chiamano ad insegnare alla PUL, ma io volevo dire che in ogni caso anche i professori che insegnano lì non vanno affermando a spada tratta (nei testi scientifici s'intende, non quando fanno le omelie in Chiesa per quelli che sono anche prelati) che la Resurrezione è dimostrabile storicamente. In ogni caso la mia obiezione verteva sulla solita diatriba storicità/non storicità: la ricerca storica l'ha superata da tempo, ma vedo che sempre più oggi, con una certa superficialità anche, viene riproposta con motivazioni al limite del risibile.
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Ed in ogni caso concordo con lei perchè non vedo molta apertura al dialogo da questo punto di vista, anzi se si prova a sollevare certe questioni spesso ci si ritrova messi all'angolo, e non si può certo dire che la Chiesa in Italia non abbia un potere mediatico molto consistente.
Allora vai all'estero. Leggiti le opere che scrivono in Germania (parte protestante) o in America... Mi sembra che nessuno metta più in dubbio la storicità di Gesù. Io cercavo di parlare dell'aspetto scientifico, della ricerca storico-critica, non di quello che si dice nelle omelie domenicali...
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questo in parte è vero, però è anche vero che ci sono "combattenti" anche dall'altra parte, spero che tu riconosca anche questo aspetto.
Ovviamente. Ma mica ho citato il Papa o Andrea Tornielli, o Vittorio Messori (per citare nomi conosciuti dal sicuro impatto mediatico cattolico). Ho citato un'opera di J.H. Charlesworth e un'altra di J.P. Meier...
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Scusami, ma quelli che non sono pronti ad ammetterlo, non sono studiosi seri?
Sono d'accordo sulla seconda parte. Forse la mia espressione è un po' generica, ma proprio perché sono d'accordo con te dico che preferisco una persona pronta ad accettare l'evento (pur essendo atea, o musulmana, o ebrea, non mi interessa) perché è capace di sospendere il giudizio e lasciare il fatto meta-storico all'ambito cui compete, che una persona che lo rifiuta a priori, e che quindi deve necessariamente cercare la migliore spiegazione razionale possibile per comprenderlo, spesso con risultati esilaranti o, nel migliore dei casi, privi di ogni fondamento storico, come nel caso di "Inchiesta su Gesù", libro-operazione commerciale che non vuole assolutamente dimostrare qualcosa a partire dalla storia, ma vuole dimostrare la storia a partire da qualcosa.
E chiunque è storico e pretende una rigorosa analisi storico-critica, deve rifiutare questo modo di procedere "a priori"... Indipendentemente dalla sua posizione politica, religiosa, sociale, etc. etc.
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Si potrebbe anche provare l'esistenza di Gesù, ma che cosa ci può garantire che quello che è stato tramandato corrisponde al vero?
Sul livello puramente generale del discorso, sono d'accordo sia con te che con Karl. Ovviamente ho la mia idea nello specifico...
Rimane comunque il fatto che è inutile stare a discutere se dei Vangeli è vero il 100%, o soltanto l'80%, se quello che dice Gesù sono ipsissima verba, oppure se vi sono interventi redazionali. Vi sono stati vari modi di stabilire dei criteri scientificamente attendibili per condurre questa ricerca (penso ad esempo a Latourelle): tutti criteri ovviamente ampiamente dibattuti, aggiustati, rifiutati. In definitiva, non esiste alcun metodo che potrà mai definirsi sicuro, visto il livello particolare dell'opera da analizzare. Manco una TARDIS potrebbe risolvere la situazione a mio parere. Ma bisogna accettare i risultati della critica storica: continuare ad affermare che Gesù non è mai esistito perché lo dice Cascioli o perché da non credenti o quel che si vuole non diamo valore storico al Nuovo Testamento non mi sembra migliore di chi dice di credere in Gesù Cristo ma come osservi giustamente va dietro soltanto ad una ideologia che si è costruito (già Girolamo sottolineava i "cristiani di nome", e siamo a 1600 anni fa).

xleda
Sono completamente d'accordo con te, ma devo deluderti. Cascioli non fa MAI alcun riferimento alla lingua antica, non conosce l'ebraico perché non l'ha mai studiato, analizza le fonti a partire dai giudizi della critica ottocentesca. Una volta disse che negli Annali di Tacito, il passo che riguarda i cristiani fu interpolato nel Rinascimento da Poggio Bracciolini per dimostrare l'esistenza storica di Gesù (come se nel XVI sec. ci fosse qualcuno che l'avesse messa in dubbio): un mio amico, che non è studioso del settore, ha condotto una rigorosa ricerca, dimostrando che quel passo si trova in un manoscritto degli Annali datato ad un epoca nella quale il Bracciolini era poco più che un bambino. Cascioli, saputolo, si è limitato a cancellare la sua pagina dal suo sito e sostituirla con un'altra, nella quale dice che il passo è comunque falso, ma l'interpolazione risale ad epoca Medievale.
Ecco, questo è il livello...

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