In merito alle datazioni al C-14, riporto la nota n. 99 di G. Ugas a pag. 52:
«Per la datazione dei complessi archeologici nuragici, visti nell’ottica delle relazioni mediterranee, appare ancora prematura, come per l’ambito prenuragico, l’applicazione dei sistemi dei correttivi dendrocronologici. Infatti per la Sardegna – ma il discorso è valido per l’intero Mediterraneo – mancano tabelle di riferimento derivanti da rilevamenti dendrocronologici locali, e ben si sa come la crescita annua degli alberi dipenda da specifiche situazioni geomorfologiche, podologiche e climatiche che variano da una regione all’altra e spesso da un sito all’altro, anche tra loro vicini. Di parere analogo è Santo Tinè (1998: 25-27). Anche Giovanni Lilliu (1988, p. 19-20) sembra prediligere le datazioni al C. 14 non calibrate. Diversamente pongono fiducia sulle datazioni dendrocalibrate relative all’ambito sardo in particolare Ercole Contu 1992; 1998, pp 63-75 e Robert Tylot 1984.»
Le date riportate da Ugas sono tutte non calibrate in quanto egli non crede alla bontà della calibrazione per i reperti sardi. Il fatto che siano espresse in anni a.C. e non anni B.P. è a mio parere dovuto al fatto che sono prese da testi precedenti la convenzione internazionale.
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