Beh, per non andare fuori tema non risponderò all'ultimo messaggio di Leo in modo puntuale, dico solo, molto francamente, che ho l'impressione che più che il
"metodo storico" Leo usi il
"metodo mitico" (Sardi discendenti nientepocodimeno che dai Sumeri o altre popolazioni abitanti in Mesopotamia "culla della Civiltà" ) facendo una grand confusione spazio -temporale.
Questo ovviamente non è peccato, e
può fornire ottimi spunti, solo che bisogna saperlo riconoscere :twisted:.
Tornando al calendario nuragico ho trovato quello che fin'ora ho letto dal link dato da Marcello estremamente interessante. Studi analoghi sono stati fatti ,come accennavo, per alcune pietre incise paleolitiche, molto meno geometricamente delineate, dal Marshack.
Trovo molto affascinanti questo tipo di studi e verosimile che gli antichi,quantomento da quando inizarono ad usare sistematicamente segni grafici, abbiano potuto "notare il tempo" ed elaborare sistemi per tale scopo. Tuttavia è molto difficile passare dall'ipotesi alla teoria comprovata.
In ogni caso ,se almeno si riuscisse a dimostrare una continuità temporale rispetto a certi usi e "scoperte" così come possiamo farlo, ad esempio, per la litica o per la ceramica il discorso acquisterebbe maggiore spessore.
Una riflessione in proposito.
Mentre studiavo per la tesi sfogliando riviste mi sono imbattuta nell'immagine di una pintadera proveniente dall'Acropoli di Lipari che mi ha fatto subito pensare , a causa della decorazione in cui si riconosce chiaramente almeno una vulva, e una volta ruotata di 90 gradi, alle tipiche stilizzazioni delle veneri paleolitiche (fino ai cosiddetti "segni claviformi") ...........Certo non è un'ottica comune per le Pintaderas,considerando che ve ne sono anche altre di forma diversa( premetto però che non conosco molto bene l'argomento pintaderas) però , riallacciandoci al nostro discorso, e postulando una correlazione di forma pintaderas-veneri,almeno per le più antiche, potremmo pensare anche che computi temporali a base lunare fossero in origine correlati al "femmineo" (ciclo mestruale, oppure dvinità solare a carattere femminile)
Si consideri inoltre che in Sardegna il modello della Venere paleolitica continua per lungo tempo, almeno fino alla Venere di Macomer.
Ovviamente è solo un'idea bassata su pochi dati e ,come per molte altre, avrebbe bisogno di un pò di ricerca per essere confermata o abbandonata.
Allego alcune immagini
pintadera di Lipari( perdonate, mi si è fulminato lo scanner proprio scannerizzando quella che già era una fotocopia- l'avrò detta troppo grossa?:-o- e ho dovuto arrangiare con una scarsissima macchina fotografica digitale.)
L'immagine è tratta da BPI 1956, vol. 65. Bernabò-Brea: Civiltà preistoriche delle Isole Eolie e del territorio di Milazzo.
Venere paleolitica stilizzata da neuchatel:
Segni claviformi della grotta del Pindal :
e infine pietra dei balzi rossi (Barma Grande, ) intrerpretata come calendario dal Marshack( i segmenti evidenziati sono ipotetichi "periodi", ognuno con un tot di segni all'interno) :
Milena