Senza offesa per nessuno, ma almeno i trentenni avranno una buona formazione teorica o ci vuoi negare pure quella?
Molti avranno anche una discreta esperienza pratica. Ad ogni modo il punto è ,e questa è l'opinione di quelli che sento, della mia generazione(ho 31 anni), che a differenza mia hanno seguito un percorso più regolare e meno tortuoso e "lavorano" da anni: se vuoi una famiglia e un lavoro decente è meglio che fai la SISS, e stanno tutti come i pazzi che volgiono insegnare, perchè di lavorare molto ,far sacrifici ed essere pagati poco sono stanchi. L'ultima di una mia amica è stata : "non c'è niente da fare ,se vuoi fare l'archeologo devi già avere soldi" .....un'altra ha dovuto molto faticare ad essere pagata dopo aver lavorato su scavi di recupero......ecc ecc;
Forse un ventiduenne spera ancora di avere il tempo di crearsi una posizione solida per il futuro.....Il punto comunque è: creano le università italiane figure professionali atte a sostituire quelle esistenti o mirano per lo più a giustificare il proprio lavoro e a sfruttare quello altrui? Io direi, almeno al momento, la seconda e direi pure che se proprio uno pensa al lavoro è meglio studiare fisica o metematica o una qualsivoglia materia scientifica, campi in cui c'è carenza, e magari ,come si diceva altrove, seriamente e proficuamente applicabili all'archeologia.
Con questo non intendo scoraggiare nessuno, come dicevo spesso si tratta di percorsi, di come si cammina e di come si instaurano e si portano avanti i contatti che naturalmente si acquisisce durante il cammino, è anche una questione di carattere, volontà ,determinazione.........
Non dico neanche che Mdd abbia tutti i torti, la nostra generazione,almeno chi ancora non è "sistemato" o non sopporta più certe condizioni, in un modo o nell'altro dovrà "riciclarsi"
Milena
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