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Vecchio 20-June-2007
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Grazie Milena per le tue precisazioni e informazioni, che chiariscono molto di più e molto meglio di titoli giornalistici ad effetto e di affermazioni apodittiche sia la materia in questione che il metodo secondo cui l'archeologo deve procedere.

Faccio un esempio: da oltre trenta anni porto al collo un pezzo di corallo nero credo proveniente dai Caraibi forato e appeso ad un legaccio. Ho creduto di averlo perso diverse volte, ma fortunatamente lo ho sempre ritovato: perderlo sarebbe stato un omen funesto! Non posso considerarlo propriamente un ornamento (non ne ho bisogno, sono bellissimo anche senza) anche perché non lo mostro in pubblico, ma ha per me un profondo valore simbolico, in quanto mi è stato dato da un paziente affetto da un grave disturbo mentale in cambio di un ciottolo che si trovava sulla mia scrivania con la promessa: "Se ti rimando la pietra tu rimandami il corallo". - Il pezzo di ramo di corallo ricorda per me il ramo di follia che in me, come ogni altro, aleggia. Quindi non necessariamente ornamento, ma oggetto di valore simbolico, se vogliamo magico, forse apotropaico. Ma anche simbolo di un legame: tanto più provabile che tali simboli richiamino a legami tra singoli e ancor di più tra comunitá anche e forse perché distanti tra loro.
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dott. Claudio Giorgini
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