Sono d'accordo su ciò che dice karl; e assoluamente convinta della necessità di un approccio anche (ma non esclusivamente) simbolico alla realtà antica. Confesso tuttavia che sono un po' confusa. Sono stata allieva del Prof. Gabba, che contro l'interpretazione in chiave storica del mito ha sempre tuonato violentemente. Poi c'è stata l'archeologia processuale, che -partedo da presupposti teorici sacrosanti si è poi ridotta a una "pie archaeology" (o archeologia delle torte) con gran sfoggio di analisi quatitative e un approcio meccanicistico. Il postprocessualismo ha ridimensionato questi eccessi, ma ne ha prodotti altri a sua volta. Personalmente, essendomi occupata per anni di archeologia funeraria, sono assolutamente convinta della fondatezza dell'approccio. Ma anche in questo senso ho letto cose eccessive, alcune delle quali sfioravano sinceramente il ridicolo.
Cosa ci riserverà il futuro?
ciao a tutti
Anna
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