Quote:
Cerebia
salve a tutti!
volevo dire anche io la mia su questo argomento!
Ormai lavoro da 7 mesi con un contratto di consulenza (potrei definirlo così), in cui ho la mansione di assistente archeologo nei cantieri nel Lazio. Ho anche aperto la partita iva, perchè a quanto pare non si può più lavorare senza, e devo dire che però il gioco sembra non valere la candela! il pagamento delle fatture è a 90 giorni (5€ l'ora!) e molto spesso va oltre il termine stabilito e cosa che mi sembra assurda non c'è continuità di lavoro, nel senso che ad esempio in giugno ho lavorato solo 8 giorni... se dovessi campare da sola con questo lavoro (mi aiutano i miei ancora!) penso che sarei veramente molto al di sotto della soglia di povertà, anche perchè sono fuori sede!
...oltretutto, in tutto questo tempo non ho mai trovato nulla, anche perchè la quota a cui vengono fatti gli scavi è veramente esigua! ma questo è più un fatto di appagamento personale, che alla fine può essere anche sorvolato, ma che comunque influisce sulla soddisfazione a tutto tondo del proprio lavoro!
|
Perdonami se faccio come al solito il BastianContrario.
In regime di consulenza con P.IVA NON puoi avere una continuità di lavoro. Non ha senso che tu te la aspetti ed il tuo Datore di Lavoro farà di tutto per evitarla.
Piuttosto in sede di contrattazione potresti concordare dei fatturati minimi annui (magari condizionando la tariffa unitaria modesta al raggiungimento di fatturato complessivo) e poi soprattutto chi sceglie la strada (difficile, ma secondo me non affatto malvagia) della P.IVA deve imparare (in fretta) a gestire il proprio tempo lavorando contemporaneamente per più clienti (possibilmente clienti non in concorrenza fra loro, se no diventa un macello).
I pagamenti a 90 gg non dovrebbero essere un problema. Certo, ti costano un po' di interessi passivi sull'IVA (ammesso che tu facendo "consulenza" e non "lavori" non sia in quel regime di "inversione" dell'onere del versamento IVA recentemente introdotto in edilizia), ma è tutto calcolabile sin dall'inizio.
Le irregolarità di accredito a loro volta possono essere gestibili con tecniche bancarie da concordare anche qui in sede di incarico (pattuire una rimessa bancaria?).
Sul fatto che non trovi nulla, beh sarà contento il Committente, no?
Oppure hai qualche maledetta clausola più o meno scritta che modifica il tuo
status nel momento in cui l'assistenza si tramutasse in un intervento di scavo vero e proprio?
Perché se è solo una questione si soddisfazione personale e professionale, beh, poter attestare di aver prestato assistenza ad un'opera di pubblica utilità e di non averla interrotta perché essa non interferiva con nessuna presenza archeologica direi che è il massimo della soddisfazione professionale: un po' come per un giovane medico dignosticare che il paziente è sano.