Andiamo per punti che è meglio, dalla tua risposta cercherò di estrapolare ciò che mi dà un punto di partenza per darti alcune "risposte".
1° Non sei ancora laureata, pensavo il contrario leggendo il tuo primo post.
2° Mi pare di capire che in parte ti mantieni da sola, almeno per quanto riguarda le tue spese personali.
3° Non hai la ben che minima esperienza sul campo pratico o sbaglio!?
4° Parli dell'egitttologia come del tuo sogno preferito, ma almeno il tuo programma di studi verte in quella direzione?
5° Chi ha detto che le scuole di specializzazione non servono a nulla?! Se intendi entrare nel "giro" o fare concorsi in soprintendenza, (sono anni che non ne fanno uno a livello nazionale, sigh), una strada può essere questa.
6° Sei ancora troppo vaga per darti un buon consiglio, Karl ha detto una cosa sacrosanta, l'importante è entrare nel "giro", non importa la strada.
La strada la si trova attraverso se stessi, quando si sa fino a che livello siamo pronti a sacrificarci per raggiungere un obiettivo, il resto è anche fortuna.
Ti faccio un esempio pratico, in Italia ormai esistono diverse cooperative di scavo, sono sempre alla ricerca di persone neolaureate a cui far imbracciare il piccone dietro retribuzione alquanto scarsa, è un lavoro massacrante, ma che ti permette di entrare nel "giro". Non me ne vogliano i soci delle suddette, non voglio parlare male di loro, la gavetta è una cosa che trovi anche da altre parti in altri lavori, va fatta e basta!
E ricordati una cosa importante! L'archeologia non si concilia affatto o quasi con l'idea di avere anche una famiglia, salvo casi particolari.
Non per essere sessista, ma questa ultima è di mia moglie, mamma-archeologa.
Aspetto qualcosa di più preciso da te e riuscirò anche io ad esserlo maggiormente.
Saluti.
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