Quote:
nephilimdie
salve a tutti.
Mi piacerebbe avere qualche informazione e considerazione sull'informatica applicata all'archeologia.
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Ah, in quel senso lì!
Figurati che stavo già partendo in quarta a rispondere "... anche io conservo i vecchi software degli anni '80 e i vecchissimi supporti di memoria"

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Non so, è un approccio alla questione che in termini di "applicazione specifica" non mi ha mai appassionato. L'Archeologia ha i propri ambiti metodologici, le proprie finalità e i propri campi di indagine e può naturalmente servirsi di qualsiasi scienza o tecnica collaterale. In questo senso si creano costantemente anche sotto il profilo delle interazioni professionali e delle "multidisciplinarietà", ma l'immagine dell'Informatica applicata all'Archeologia mi suona male e mi suggerisce (forse sbaglio) delle "applicazioni" deteriori, per dirla duramente dei "fenomeni da baraccone".
L'Archeologia già di suo è esposta a spacciare l'apparenza per sostanza, a causa dello scarso rigore di chi la pratica, in questi anni la maggior parte delle volte che ho visto mirabolanti "applicazioni informatiche" ho avuto quasi sempre modo di riscontrare che mancava del tutto alla base un rigore sostanziale nella gestione delle "informazioni", dei dati, della sostanza insomma.
Preferisco pormi la questione in termini di quotidianità, di penetrazione diffusa nelle procedure consuete, di ottimizzazione di processi archeologici rigorosamente impostati nel metodo e nelle finalità indipendentemente dalle modalità di attuazione. Della serie sappiamo cosa stiamo facendo, sappiamo perché lo facciamo, ci igegnamo a migliorare continuamente le modalità secondo le quali operiamo.