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Vecchio 06-July-2007
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Simone82 Simone82 Non in Linea
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Caro/Cara Nep, dovresti spiegare meglio quale è l'oggetto della tua domanda. "Informatica applicata all'archeologia" è un ambito del tipo: mi piacerebbe sapere la vostra opinione sulla fisica meccanica...

Già un tema è stato presentato, il GIS. Ma esistono migliaia di altre possibilità, a cominciare dalla grafica tridimensionale, per continuare con la realtà virtuale, senza dimenticare ovviamente i classici database...

Poi, sono pienamente d'accordo con archeo85, e di rimando con mdd se afferma di dire la stessa cosa. Di informatici e compagnia cantante che senza conoscere una virgola di cosa sia l'archeologia (ovvero "la scienza del dubbio") ci vengono ad insegnare come dobbiamo operare, ne abbiamo piene le scatole. E i danni sono immensi, se pensate che le ricostruzioni didattiche sono affidate a grafici che realizzano "la bella cosa", non l'edificio antico. Potete capire quale sia il problema ovviamente.

Bisogna fortemente puntare alla creazione di figure professionali dedicate: come esiste il ceramologo (scusate se sintetizzo), l'esperto di decorazione, di pittura, etc. etc., così dovrà esistere quanto prima un gruppo di archeologi esperti nell'applicazione integrata di processi informatici (più che d'informatica in sé e per sé), in grado di padroneggiare entrambe le situazioni per proporre i procedimenti migliori in tale campo, ovvero in grado di stabilire un metodo. Questo oggi, in Italia, si fa soltanto a Siena, mentre tutte le altre Università nicchiano, snobbano, stanno perdendo terreno e rischiano di trovarsi una generazione indietro rispetto soprattutto al resto del mondo, cosa che rischia di compromettere la formazione di archeologi professionisti in grado di competere in campo internazionale, a meno che non si scelgano le solite cose: ceramica, pittura, scultura...

Per non parlare poi della Sapienza, sulla quale stendo un velo pietoso...
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