ll mio prof di paletnologia, spiegandoci l'arte paleolitica se non sbaglio delle grotte di Lascaux, citò i disegni di Nazca come forma di arte non eidetica, ovvero arte il cui il fine ultimo non è la contemplazione dell'opera finita ma il metodo ed il percorso attraverso cui si è prodotta. Una sorta di percorso filosofico e mentale, come, sempre secondo lui, è la scrittura cinese e giapponese. Essendo impossibile avere una visione completa dell'opera viste le immense dimensioni delle strisce di Nazca, quindi dovevano essere per forza percorsi rituali o qualcosa del genere, senza collegamente celesti, come hanno detto che anche gli altri intervenuti!
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carpe diem... perchè panta rei!
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