Della fondazione di Amyclae ne parla Servio, un commentatore dell'Eneide, che è proprio colui che ci fa sapere che furono i Laconi a costruirla (notizia confermata da un altro commentatore dell'Eneide, poema in cui Amyclae compare come alleata di Turno e il suo re è Camerte). Per quanto riguarda il nome dell'ecista non è riportato, perché Servio cita come suoi fondatori Castore e Polluce (protettori degli Spartani) e Glauco, figlio di Minosse (le solite origini mitiche ;-)). Ancora Servio ci dà una data per la fine di Amyclae (quella greca, perché poi i romani fondarono la città di Fondi nella piana sottostante il monte in cui fu innalzata Amyclae dai greci, secondo una strategia comune, vale a dire lo spostamento a valle delle città conquistate, e dei loro abitanti, che si trovavano su colline o monti (nel Lazio abbiamo un altro esempio in Falerii Veteres e Novii): essa non esisteva già più nel II a.C., mentre stando al materiale ceramico ritrovato nella città greca la sua nascita si porrebbe all'incirca verso la fine del VI a.C.
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