Teoricamente sarei un epigrafista, anche se ormai in un'altra vita

.
Vediamo un po':
"
P(ublio) Sabidio/ P(ubli) lib(erto) Prisco/ Epin(i)cius patron{i}/ lib(ertus) piissimo (monumentum dicavit)".
Mi sembra un buon latino classico, tutto sommato.
Tradurrei così: "A Publio Sabidio Prisco, liberto di Publio (Sabidio), (monumento dedicato da) Epinicio al (proprio) ottimo patrono".
Sarebbe interessante capire lo
status di Epinicio, che è colui che fa realizzare il monumento con l'iscrizione, il quale sembrerebbe essere un fresco liberto di un uomo a sua volta liberto (Publio Sabidio Prisco, liberto di Publio Sabidio), ma che in alternativa (un po' più difficile) potrebbe essere un
servus cum peculio del liberto Publio Sabidio Prisco (il dubbio viene perché dei tre Epinicius è l'unico personaggio che sembra privo sia di un prenome che di un gentilizio).
A monte ci sembrerebbe essere un dominus di buona famiglia romana Publio Sabidio, del quale non sembra individuabile il
cognomen (ma che sicuramente lo deve aver avuto, anzi deve aver avuto un bel
cognomen romano, non da ex schiavo).
Scommetto inoltre che in realtà fra "
Epin(i)cius" della terza riga e la successiva parola
"patroni" con buona probabilità nell'originale si andava a capo (cioè una iscrizione non di quattro, ma di cinque righe).
Chissà, magari la pietra esiste ancora in qualche lapidario o museo.
Hai guardato se è edita nel CIL?