Discussione: simulazioni
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Vecchio 28-September-2007
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Cara Anna,

spero che tu mi abbia perdonato le escapades nel faceto, ma non ho saputo resistere alla tentazione.

Anche se le mie esperienze di insegnante risalgono a una generazione fa, con posso che comprendere e condividere il tuo atteggiamento quantomeno perplesso.

Se per certe materie, ad esempio la chimica o la visica, sarebbe pensabile collegare ad un libro una scatola di esperimenti (io da bambino avevo un "Piccolo chimoco" con cui facevo puzzare tutto l'appramento dui uova marce) o qualcosa del genere, per l'archeologia, a a parte la mia scoperta di ieri (Il piccolo archeologo) la cosa mi pare assai difficile.

Ben più possibile è naturalmenet la sperimentazione in ambito museale. Nel Landesmuseum di Karsruhe vi sono ad esempio a disposizione del pubblico strumenti per la lavorazione della pietra (ad esempio una spece di pendolo usato per tagliare pietre più grandi) che chiariscono immediatamenet come la lavorazioen della pietra richieda teconologie evolute, sia faticosa e richieda grande pazienza. Mia sorella, che è stata pure lei insegnante di lettere nella scuola media, mi raccontava cjhe nel Museo civico di Trieste (quello del coltello a serramanico) veniva offerta agli alunni delle classi che lo visitavano la possibilità di effettuare "scavi", cioè di ritrovare scavando in un apposto mucchio di terra oggetti che vi erano stati seppelliti.
E penso che questi siano solo alcuni esempi, oggi la didattica museale offre certamente molto di più.

Organizzata dalla televisione tedesca si è svolto l'anno passato un tentativo di ricostruzione della vita in una comunitá neolitica, che, al di là degli aspetti spettacoloari, ha messo in luce le estreme difficoltà ad ogni livello. Penso che l'atteggiamento del consulente derivi più o meno dalla considerazione che, se il neolitico si può considerare "l'infanzia" della civiltà, allora riprodurlo è un gioco da bambini.

La considerazione fondamentale è però di carattere didattico, e anche a questo
hai già accennato,: È davvero necessario e opportuno usare in tal caso l'apprendere facendo o non è meglio ricorrere alle tipiche capacità umane di apprendimento che utilizzano per tramandare il sapere le capacità di immedesimazione, di astrazione, di anticipazione, di rappresentazione ecc. che sono caratteristiche del genere umano?

Sinceramente ho molti dubbi che sia davvero utile e formativo mescolare apprendimento e goico. La goia dell'apprendimento, sì è importantissima, ma attenti a non confondere e a non mettere l'accento sul gioco. La vita non è purtroppo un gioco, e chi si illude o viene illuso in questo senso, è condannato ad aspre delusioni.

Scusa, tu e gli amici tutti, il mio atteggiamento da vecchio moralista.
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dott. Claudio Giorgini
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