Sė lė dipende un po' da com'era organizzata la tribų e da come percepivano questa organizzazione i membri che ne facevano parte. Forse pių status sociale che ricchezza, ma inteso proprio in senso globale. Ricordo che la tribų dei Nuer, magistralmente descritta e studiata da Evans-Pritchard, i cui membri si consideravano pastori (benchč fossero presenti agricoltura, pesca, ecc.), davano al bestiame un'importanza assolutamente centrale. Il loro mondo girava intorno a quello, almeno nei modi in cui lo percepivano e lo esprimevano (o lo volevano percepire ed esprimere). Le bestie stesse erano un modo per esprimersi. Per esempio le corna venivano modificate a seconda di chi le possedeva. Era insomma il loro metro di misura, andando a incidere anche sul linguaggio. Per quello parlavo di "antropologia del mondo animale", perchč č effettivamente un rapporto complessivo col mondo animale almeno in parte differente rispetto al nostro (tuttavia se andiamo a vedere gli studi sui pastori occidentali, non č che poi le differenze siano assolute. Del resto č quasi sempre cosė in antropologia - ma non solo -, ci si sposta su una linea continua e continuamente dalla differenza all'analogia). Se non tanto dal punto di vista materiale, almeno sotto quello simbolico.
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