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cheope
Per quanto riguarda il gene dei capelli ramati si può sottolineare come, secondo una statistica un po’ datata riportata dalla Treccani, gli Scozzesi abbiano la più alta percentuale in Europa di persone con questo carattere genetico; ben 7 - 11 % contro una percentuale che mediamente non supera l’1 %, fatta eccezione per gli Ebrei allora distribuiti nei diversi paesi la cui percentuale variava fra il 3,4 e il 6,0 %.
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Una cosa che non riesco proprio a capire è come si possano fare delle analisi genetiche sugli ebrei attuali.
Gli ebrei sono un gruppo religioso, non un "gruppo etnico". Non lo sono più dal 70 dopo cristo, da quasi 2000 anni.
Dire che gli ebrei hanno un'alta percentuale di capelli rossi è come dire che i cristiani sono principalmente di pelle bianca, o che i buddisti hanno principalmente gli occhi a mandorla. Cosa significa? Assolutamente niente.
Io ho un carissimo amico ebreo che ha i capelli neri liscissimi, la pelle chiara e gli occhi a mandorla: ci credo, è cinese, anzi di taiwan (ma con il passaporto svizzero, quindi "ufficialmente" europeo).
Potrei capire se queste analisi fossero fatte sui resti di ebrei israeliti di 2000 anni fa, ma non mi sembra che sia questo il caso, anche perchè non credo che si siano conservati molti capelli da analizzare, oppure se tali analisi si facessero su quei (pochi) israeliti (israeliti per distinguere il gruppo etnico dal gruppo religioso e dagli israeliani, abitanti dell'odierno israele, vero e proprio miscuglio etnico -ammirabile, trovo, per questo aspetto-) che abitavano ancora la regione prima della rifondazione di israele. Ma in questo caso, anche lasciando perdere la difficoltà stessa, oggi come oggi, di rintracciare tali israeliti (magari si potrebbero cercare le comunità che ancora oggi parlano aramaico), mi sa che i risultati sarebbero ben poco diversi da quelli che si otterebbero analizzando una qualsiasi altra popolazione locale, palestinesi, siriani, libanesi o giordani che siano.
trovo che andrebbe fatte un po' di precisazioni su questi punti, sulle differenze tra gruppi religiosi, gruppi etnici, nazioni ecc... , sulle possibili applicazioni della genetica in questi campi, e su i precisi dati usati da queste ricerche (primo fra tutti il campione utilizzato per l'analisi) se no si arriva a discussioni riempite di cifre che non hanno nessun valore reale ma che vengono usate per sostenere l'una o l'altra teoria, rischiando di arrivare a discussioni più ideologiche che scientifiche.
E questo non solo nell'ambito del forum, ma nell'ambiente scientifico in generale.
Trovo bisognerebbe fare un po' di chiarezza e dissipare un po' di "ignoranza" (nel senso buono del termine, non si può sapere tutto di tutto, nella vita), sia da parte degli archeologi verso la genetica, sia da parte dei genetisti verso l'archeologia, perchè per adesso, mi sembra, le due discipline parlano ancora due lingue molto diverse che, a torto, sono ritenute intercomprensibili (ma che bella metafora...

).
ciao!
