tirannidi e altro
tra i fattori di identità precoce ho dimenticato di citare l'oplitismo
Ora provo a rispondere a lama su a proposito di tirannidi. I Greci non avevano una concezione negativa di questa forma di potere personale, almeno nelle sue origini del VI sec. Possiamo dire che questa forma di governo è stata una specie di 'malattia esantematica', necessaria alla composizione temporanea delle tensioni sociali fortissime fra aristoi e nuove classi (emergenti, che costituivano il nerbo dell'esercito, ma anche umili e indebitate fino al collo).
A nessun greco o ateniese sarebbe venuto in mente di dire che il potere di Pisistrato era un corpo estraneo alla polis, anzi: prese il potere con il consenso del demos e trasformò Atene nella potenza commerciale e coloniale che non era ancora. Tra l'altro, contribuendo a plasmarne la grandeur anche dal punto di vista religioso (potenzia il culto di Atena, istituisce le Grandi Dionisie e le Panatenee).
Piuttosto diventa interessante capire cosa pensassero, i Greci delle moanrchie ellenistiche. Sicuramente Alessandro Magno si propone come rifondatore della grandezza greca; il progetto di impero universale e di sincretismo con l'oriente si configura dopo, quando i greci erano ormai troppo fiacchi per reagire. Sinceramente non ho approfondito questi argomenti. Mi viene in mente, però, che nella storia dell'arte greca il II e il I secolo sono i periodi del neoatticismo, degli stili arcaizzanti, della fioritura copistica: e cos'è questo atteggiamento, se non un malinconico ripiegamento sulla grandezza passata, che non c'è più ?
Anna Mu
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