Avevo letto a suo tempo la notizia sul libro dell’ing. Rassu e la cosa mi aveva stupito non poco. Sembrerebbe che i pozzi sacri della Sardegna siano databili ai primi secoli del 1° millennio a.C., quindi posteriori alla maggior parte delle costruzioni nuragiche. Il tipo di struttura può essere ricondotta ad altre costruzioni del Mediterraneo orientale e la straordinaria similitudine fra il pozzo di Garlo e quello di Ballao lascia intendere un qualche contatto culturale. Al riguardo ritengo che: - le popolazioni che edificarono i nuraghi nel 2° millennio a.C. non abbiano lasciato la Sardegna, ma abbiano commerciato con i popoli del Mediterraneo tramite navigatori stranieri; - i Popoli del Mare siano originari delle terre dell’Europa sud-orientale e in particolare delle terre che si affacciano sul Mar nero; - questi popoli avrebbero lasciato le terre d’origine per cercare nuove terre nel Mediterraneo orientale; - fra questi, le popolazioni Shardana avrebbero invaso il Delta del Nilo e dopo alterne vicende si sarebbero sistemate fra l’Egitto e il Medio Oriente; - all’inizio del 1° millennio a.C. sarebbero state cacciate delle regioni costiere del Libano e avrebbero intrapreso una migrazione verso il Mediterraneo occidentale; - avrebbero costituito delle teste di ponte in Sardegna e attaccato le popolazioni nuragiche; - data la loro superiorità militare, avrebbero avuto la meglio; - da quel momento la vecchia Ichnusa divenne la terra dei Shardana, la Sardegna. Detto questo i pozzi sacri potrebbero appartenere alla cultura e alla religione dei Popoli del Mare ed essere stati importati dalle genti Shardana dopo la loro conquista di Ichnusa. |