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Vecchio 23-October-2007
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cheope Visualizza Messaggio
Avevo letto a suo tempo la notizia sul libro dell’ing. Rassu e la cosa mi aveva stupito non poco.
Sembrerebbe che i pozzi sacri della Sardegna siano databili ai primi secoli del 1° millennio a.C., quindi posteriori alla maggior parte delle costruzioni nuragiche.
Il tipo di struttura può essere ricondotta ad altre costruzioni del Mediterraneo orientale e la straordinaria similitudine fra il pozzo di Garlo e quello di Ballao lascia intendere un qualche contatto culturale.

Al riguardo ritengo che:

- le popolazioni che edificarono i nuraghi nel 2° millennio a.C. non abbiano lasciato la Sardegna, ma abbiano commerciato con i popoli del Mediterraneo tramite navigatori stranieri;
- i Popoli del Mare siano originari delle terre dell’Europa sud-orientale e in particolare delle terre che si affacciano sul Mar nero;
- questi popoli avrebbero lasciato le terre d’origine per cercare nuove terre nel Mediterraneo orientale;
- fra questi, le popolazioni Shardana avrebbero invaso il Delta del Nilo e dopo alterne vicende si sarebbero sistemate fra l’Egitto e il Medio Oriente;
- all’inizio del 1° millennio a.C. sarebbero state cacciate delle regioni costiere del Libano e avrebbero intrapreso una migrazione verso il Mediterraneo occidentale;
- avrebbero costituito delle teste di ponte in Sardegna e attaccato le popolazioni nuragiche;
- data la loro superiorità militare, avrebbero avuto la meglio;
- da quel momento la vecchia Ichnusa divenne la terra dei Shardana, la Sardegna.

Detto questo i pozzi sacri potrebbero appartenere alla cultura e alla religione dei Popoli del Mare ed essere stati importati dalle genti Shardana dopo la loro conquista di Ichnusa.
Son sicuro che a questo punto shardanaleo vi darà un bacio in bocca

Cheope, mi pare tu voglia dire che i pozzo nuragici siano opera di una cultura diversa da quella nuragica, precisamente degli Shardana. Però ciò significherebbe una netta cesura col passato dal punto di vista archeologico, cosa che però non è stata ancora riscontrata in Sardegna.

E' vero che intorno al XIII sec. in Sardegna si smette di costruire nuraghi, molti cadono in rovina ma la mmaggior parte continuano ad essere frequentati. Sempre nel XIII se. si diffonde un culto delle acque, testimoniato dalla costruzione capillare di pozzi e fonti nuragiche; si sviluppa inoltre la produzione metallargiuca (es. bronzetti) ed aumnetano i contatti con l'area tirrenica (Etruschi) e con l'area egea (micenei).
In sostanza la società si evolve, si arricchisce attraverso contatti con l'esterno ma tutto questo non testimonia una cesura col passato, prospettiva che si dovrebbe manifestare in caso di una ipotetica conquista shardana.

E poi, non vedo perchè la presenza di un solo pozzo "nuragico" in Tracia debba far ipotizzare che questo tipo di architettura sia satoimportato in Sardegna (dove il pozzo è un'istituzione) dall'oriente. Anzi mi pare logico il contrario...
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