Mentre ci avviamo alla conclusione del primo decennio del nuovo millennio, ci avviamo contemporaneamente a "festeggiare" quasi gli -anta del binomio archeologia-informatica. Dal punto di vista prettamente organizzativo infatti, l'organo che a livello internazionale si occupa di diffondere e di discutere le applicazioni informatiche in archeologia è il CAA (
Computer Applications in Archaeology 1), che dal 1973 organizza conferenze annuali. Da quel periodo è stato un succedersi di riviste, convegni, conferenze, seminari per spulciare e risolvere gli evidenti problemi che a prima vista separano una scienza umanistica da una scienza esatta. In Italia pioniera in tale campo è stata la dott.sa Paola Moscati, che nel 1988 pubblicò una monografia dal titolo "Archeologia e Calcolatori", che dal 1990 è diventata rivista annuale di riferimento per il campo italiano (2). Da un punto di vista prettamente storico invece, l'analisi degli archivi IBM ci porta alla preistoria dell'integrazione tra informatica ed archeologia, coprendo un ambito che comincia nel 1958.
Dopo tanti anni, la situazione è certamente migliorata soprattutto a livello teoretico e metodologico, ma permangono ancora tanti problemi i più importanti dei quali (a mio avviso, premetto) cercheremo di analizzare in seguito. In tal senso è stato comunque notevole il passo che venne fatto a cavallo di millennio con l'individuazione di specifiche figure professonali con determinati compiti e la coniazione di un nuovo termine a designare una specifica figura scientifica, l'"archeoinformatico" (3).
Dal punto di vista dell'integrazione come sistema di "scuole" invece, sicuramente all'avanguardia sono gli Anglosassoni e gli Americani, seguiti dai Francesi e da un sistema genericamente definito "mediterraneo". L'Italia purtroppo paga un pesante dazio che con il tempo non viene colmato ma va allargandosi, per alcuni motivi già messi in luce da eminenti studiosi e che vedremo al momento opportuno. A livello gestionale, l'aspetto più interessante è certamente lo sviluppo teorico-tecnico dei CRM (
Cultural Resource Management), introdotti nella legislazione statunitense all'inizio del secolo scorso e che ebbero un grande input dall'esplosione dell'interesse per l'archeologia urbana avutosi intorno agli anni '70 proprio in Inghilterra (e in particolare a Londra) e ulteriormente sviluppatosi nel decennio successivo (4). Proprio dal punto di vista dei CRM e degli scavi urbani di emergenza e salvaguardia, la pianificazione territoriale e d'intervento risulta di primaria importanza: forse è anche per questo motivo che la più felice integrazione tra archeologia e informatica si è avuta con i sistemi GIS, per una serie di ragioni che approfondiremo in un punto specifico dedicato a questa tecnologia.
Prima però di entrare nello specifico dei GIS archeologici, voglio subito chiarire, in accordo con Moscati 1999 (5), quelle che sono le principali classi tematico-disciplinari di interesse archeologico dall'aspetto più propriamente informatico:
1) History of applications and research projects
2) Data encoding
3) Database
4) GIS and cartography
5) Graphics, Image Processing, CAD, Virtual Reality
6) Multimedia and Web tools
7) Remote Sensing

Simulation and Artificial Intelligence
9) Statistics
1)=
CAA Homepage e la prossima conferenza
CAA2008 | Budapest, Hungary
2)= una parte degli articoli di questa rivista è stata digitalizzata ed è disponibile (ma non stampabile) al seguente sito internet:
Archeologia e Calcolatori
3)= Vannini 2000, p. 313 >
Informatica per l'archeologia o archeologia per l'informatica?, «Archeologia e Calcolatori n. XI - 2000»
4)= Brogiolo 2000, s.v., in
Dizonario di archeologia, Roma: Laterza 2000, pp. 350-355.
5)= Moscati 1999,
"Archeologia e Calcolatori": dieci anni di contributi all'informatica archeologica, «Archeologia e Calcolatori n. X - 1999», p. 344.
Quote:
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(va bene un approccio generico all'integrazione di tecnologie per il web, ma non parlare di progetti specifici in realizzazione o realizzati)
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Sinceramente non so come parlare di integrazione soltanto a livello teorico. Già ho difficoltà a riassumere in poche righe una tematica che occuperebbe varie monografie dedicate, credo sia necessario parlare di almeno 3-4 progetti di grande respiro che hanno avuto una certa risonanza anche sui quotidiani italiani e che comunque sono debitamente pubblicati nelle riviste scientifiche. Non so quindi quali limiti vuoi porre in tal senso.
Infine avrei pensato di svolgere questa discussione in modo relativamente veloce, per non appesantire la lettura, per non far diventare questa pagina uno sfoggio di nozioni e soprattutto per lasciare spazio, nella seconda metà di novembre, alla discussione e a richieste particolari di approfondimento specifico... A domani
