Quello che scrive Pasquale effettivamente è corretto. Tuttavia c'è da tener presente che l'interpretazione "storica" criticata dai new archaeologist è frutto anche di fraintendimenti. In sostanza come approccio storico loro intendono (intendevano) quello meramente descrittivo e non esplicativo. Uno storico serio di fronte a questo approccio inorridirebbe non meno che un un new archaeologist, per cui... Da qui poi anche la diatriba, a mio avviso sterile, sul fatto che l'archeologia dovesse essere più antropologia che non storia. La dicotomia a mio avviso non esiste. Inoltre se mi posso permettere di fare una piccola critica, la conoscenza delle tendenze storiografiche da parte dei new archaeologist, e degli archeologi in generale, anche e forse soprattutto fuori dell'Italia, onestamente non mi pare un granchè... Questo ovviamente senza nulla togliere ai progressi scaturiti dalla New Archaeology.
La tua risposta Rossella, nonostante come noti tu stessa dia forse per scontate alcune cose che già conosci, onestamente non mi sentirei di dire che è sbagliata (e anzi, sinceramente mettendomi dall'altra parte, se fossi l'esaminatore, mi susciterebbe anche una certa simpatia perchè significa che hai ragionato. Almeno secondo me...). Non so neanche se ad una domanda così esista una sola risposta giusta. Per questo sapere cosa ha risposto il tuo collega sarebbe stato d'aiuto...
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