Mah, Ivan, ti dirò, purtroppo il rischio che alcune frange di popolazione possano vedere nel boss un mito è reale. Nel Sud, nei quartieri più poveri, nelle realtà più difficili, per molti giovani (sempre una minoranza, ma tangibile) i miti sono proprio loro, i boss. 'Gomorra' di Saviano è un libro illuminante, su questi temi (e un pò più discutibile su altri).
Non dimenticherò mai le ragazzine che mostravano orgogliose ai giornalisti i loro telefonini che avevano per sfondo la foto del boss di turno, recentemente arrestato e fattosi riprendere da 'eroe', a viso scoperto.
Quando si lavora a una produzione televisiva, di certe cose bisogna tenere conto. Io non sono uno di quei benpensanti che vieterebbero i videogiochi sparatutto per il rischio di emulazione; anche se ci sono casi eclatanti (e rarissimi) di psicopatici, a nessuno viene in mente di imbracciare un M16 e sparare all'impazzata solo perchè ha appena fatto fuori dieci alieni in un videogame o perchè l'ha visto fare in tv. Per carità. Il Capo dei capi, però, è un discorso a parte; racconta una storia vera e recente, di un cattivo sconfitto, sì, ma all'interno di un'organizzazione criminale ancora viva e vegeta. E il rischio di farne un eroe c'è, eccome.
Non tutti ricordano che, parecchi anni fa, fu prodotto un film, peraltro molto bello, credo di Tornatore, su un altro grande boss, Cutolo, il capo della Nuova Camorra Organizzata. Quel film, che si chiamava 'Il Camorrista', in tv non viene praticamente passato più, ma per molti ragazzi del Sud è un cult e sulle bancarelle napoletane si vende moltissimo , insieme a un'altra storia di boss, quella di Scarface.
Con questo non voglio dire che per evitare il problema-emulazione-mitizzazione non si possano fare film sui criminali, ma che bisogna stare molto attenti, soprattutto nel raccontare personaggi che hanno raggiunto posizioni di potere (e che quindi hanno un livello di ricchezza e prestigio che -anche se nero e sporco- attrae).
La tv, e il cinema, hanno il dovere di considerare queste cose.
Personalmente, per restare in tema di mafia, ho preferito decisamente il film (di cui ora mi sfugge il nome) con Luigi Lo Cascio, uscito al cinema un paio di mesi fa, in cui il giovane mafioso, che pure faceva la sua piccola scalata al potere personale, viveva tutti i lati negativi del suo 'mestiere', dal rischio continuo di essere eliminato, all'impossibilità di fidarsi di nessuno, all'incapacità di costruirsi una famiglia.
Ultima Modifica di Samiodizeest : 04-December-2007 03:37.
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