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Vecchio 04-December-2007
elena79 elena79 Non in Linea
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Predefinito

Il pozzo si trova nell’area della Porta del Leone, all’interno
delle mura ellenistiche di IV a.C.
Si tratta di una sorgente naturale di acqua che viene monumentalizzata
da Junia Rufina nel II secolo d.C.: lei si occupa
principalmente di rendere una sorgente un pozzo. Pone tre lastre di
marmo a barricare questo buco naturale e su queste lastre c’è la famosa
iscrizione.
Ad oggi non è chiaro se la sovrastruttura ad arcata in laterizi l’abbia
fatta lei o se sia tardoantica. Comunque questo pozzo viene poi
cristianizzato nel V-VI secolo con l’inserimento dell’affresco dei due
pavoni e del kantharos. Allo stesso periodo dovrebbe essere
riconducibile
la nicchia che si trova sulla parete sinistra, esterna al pozzo. In
epoca
bizantina (IX-XI secolo) si ha la costruzione di una chiesetta e
vengono
aggiunti i muri che chiudono il pozzo all’interno della chiesa. Un muro
oggi manca del tutto perché distrutto da Ugolini per permettere
l’accesso
al pozzo. Sempre in epoca medievale il muro viene chiuso prima da un
muro
che permette tuttavia di attingere l’acqua tramite un piccolo risparmio
e
poi definitivamente. Entrambi questi muri sono stati rimossi da Ugolini.
All’esterno della chiesa viene fatto un cimitero che ha due fasi, mentre
con la chiusura del pozzo con i due muri si ha la costruzione di un
pozzetto al di sopra della volta per continuare ad attingere acqua. Nel
corso del XVII-XVIII secolo anche questo pozzo cade in disuso e si ha
l’inizio dell’accumularsi dei detriti e macerie, misti a ceramiche ed
ossa umane che ha rinvenuto Ugolini.
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