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Vecchio 06-January-2006
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Bè, a quanto ne so la datazione si è basata sia sul contesto stratigrafico in cui si è rinvenuto il frammento che per l'alfabeto utilizzato. Il supporto utilizzato -ceramica a vernice nera- dovrebbe aver confermato l'ipotesi del VI-V secolo. A questo punto le possibili interpretazioni sono:
1. La mappa è autentica e 2500 anni fa in una regione "periferica" dell'Italia meridionale esistevano competenze tali da poter ricostruire il paesaggio in maniera assolutamente precisa, fermo restando che l'autore potrebbe tranquillamente essere stato un greco (Otranto era un famoso emporion) quindi qualcuno che per diversi motivi (commerciali o militari) aveva già una consuetudine con la cartografia.
2. La datazione andrebbe spostata di qualche secolo in avanti quando evidentemente esisteva già una discreta conoscenza delle scienze cartografiche. Subito dopo la scoperta si pensò all'epoca medievale, ma in questo caso perchè utilizzare dei toponimi che si riferiscono al primo nome dei centri in esame?
3. La mappa è un falso.
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