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Vecchio 11-December-2007
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Mario_A Visualizza Messaggio
Ma anche se l'avessero letto non credo che cambierebbero opinione. E' un'obbiezione cha a Frau e' stata fatta piu' volte. Lui considera quegli studiosi delle nullita'. E come mai l'Accademia dei Lincei ha sponsorizzato l'anno scorso un dibattito sull'argomento:

MOSTRA - CONVEGNO
COSA C’ERA DIETRO LE “PRIME” COLONNE D’ERCOLE?

con la partecipazione, oltre a Frau e Tozzi, di studiosi come Carandini e Godart (dando cosi' un'importanza sproporzionata ad un'ipotesi dilettantesca)? Questa conferenza e' stata poi strumentalizzata come un importante riconoscimento accademico, anche, se non ricordo male, nella puntata di Terzo Pianeta.
E qui il regionalismo sardo non c'entra piu' nulla.

Mario
Io c'ero a quel convegno, perchè, da buona dilettante mi ero davvero incuriosita dell'argomento. Considerate che il mio interesse per la storia antica è sorto leggendo proprio il libro di Frau. Però volevo approfondire e capire, perchè un libro scritto da un giornalista, con teorie divulgate in maniaera sensazionalistica in programmi di prima serata, un po' mi puzzava. Devo dire che quasi quasi mi ero fatta ingannare... Studiando poi un po' di archeologia "seria", cioè seguendo qualche corso e leggendo testi universitari, mi sono resa conto della grande bufala. Posso dire che secondo me a quel convegno c'era del regionalismo, lo dimostra il fatto in quella sede intervenne, fra il pubblico, scrittore sardo (il cui nome non ricordo, ma credo che sia uno dei soliti dilettanti) che faceva riferimento a una sua teoria strampalata che rigurdava i bronzetti, e invitava all'acquisto del suo libro ed a visitare il suo sito su internet. Inoltre il convegno si chiuse con un'esibizione di suonatori di launeddas.

Un'idea me la sono fatta: in Sardegna, accanto all'archeologia accademica, parallelamente ne esiste una un po' a "stampo propagandistico", in cui si rivendica una certa storia (v. shardana, v. Atlantide). Atteggiamento di quest'ultima è un essere ostile verso quella accademica, il tutto condito da un modo di procedere privo di metodo scientifico. Ne resulta quindi un fenomeno che potremmo definire quasi antropologico e che comunque deve essere contestualizzato: forse dovrebbe essere analizzato alla luce della storia della Sardegna stessa.

Non mi si fraintenda. Reputo la Sardegna una delle più belle regioni d'Italia, ho simpaticissimi amici sardi; amo molto il suo patrimonio archeologico (dinnanzi a qualche tempio mi sono anche emozionata) e ho studiato anche la sua musica. ... e poi se magna bene
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