INtroduco questo argomento vastissimo, di cui alcuni aspetti rappresentano a tutt'oggi uno dei veri misteri dell'archeologia, perché al di là delle varie ipotesi, ancora non ci sono risposte certe.
Praticamente tutti gli storici e gli archeologi riconoscono nel XII sec. a.C., in tutto il Vicino Oriente e nell'area egea, un momento di profonda crisi ed una cesura tra le forme politiche, sociali, militari, produttive e di cultura materiale, della fine dell'Età del Bronzo rispetto a quelle della successiva Prima Età del Ferro.
Se tutti (o quasi) riconoscono una "crisi" non tutti sono d'accordo sulla sua natura e sulle sue cause.
Vedrò, in primo luogo, di riassumere solo alcune delle evidenze di questa crisi, partendo dai fattori di "chiusura" del periodo precedente, chiusura che in alcuni casi si traduce anche in distruzioni vere e proprie.
Innanzitutto vi è la scomparsa di un grande impero, quello Ittita.
Di contraltare, nel mondo egeo, alla caduta ittita, risponde la scomparsa della civiltà Micenea.
Entrambe, così come molte altre realtà politiche del vicino oriente, erano caratterizzate da una società palaziale, ovvero basta sul controllo da parte di una monarchia (che nel caso ittita arriva ad essere un vero impero, mentre per l'Egeo e altre regioni dell'Oriente è arealmente limitata alla città e al suo territorio) che a sua volta basa il suo potere su una oligarchia militare; la forza della classe guerriera era a sua volta basata sull'uso massiccio del carro da guerra. Questa forma di governo vedeva la sua sede politica, culturale e religiosa nel "Palazzo", identificabile sia in senso architettonico che in senso lato.
Robert Drews, nel suo "The End of the Bronze Age. Changes in wafare and the catastrophe ca. 1200 B.C.", riporta un impressionante 'elenco delle località (e dei relativi centri palaziali) che attorno al 1200 subiscono una distruzione e/o abbandono dovute a qualsiasi causa:
GRECIA
Teichos Dymanion
Pylos
Nichoria
Il Menelaion
Tirinto
Midea
Micene
Tebe
Lefkandi
Iolko
CRETA
Kydonia
Knosso
ANATOLIA
Troia
Mileto
Tarso
Fraktin
Karaoglan
Hatusas
Alaça Höyük
Masat
Alishar Höyük
Norsuntepa
Tille Höyük
Lisar Höyük
CIPRO
Paleokastro
Kition
sinda
Enkomi
SIRIA
Ugarit
TellSukas
Kadesh
Qatna
Hamat
Alalakh
Aleppo
Carchemish
Emar
LEVANTE MERIDIONALE
Hazor
Akko
Megiddo
Deir'Alla
Bethel
Beth Shemesh
Lachish
Ashdod
Ashkelon
È sicuramente utile vedere nel dettaglio la successione cronologica e l'esatta datazione delle varie distruzioni (complicata dal problema della "datazione lunga" o "datazione corta" della cronologia egizia, su cui tornerò in seguito) cosippure vedere, all'interno di un generale panorama di distruzioni per cause belliche, quante e quali sono quelle invece attribuibili ad altre cause.
Tornerò su questi importanti particolari in seguito, è comunque già evidente che la crisi (che Drews non esita a definire "catastrofe") non può essere imputabile solo a cause sociali, politiche ed economiche.
Sia per l'Impero Ittita che per i Micenei storici ed archeologi riconoscono una fase di rapida decadenza, nel caso degli Ittiti sicuramente aggravata anche da un periodo di carestia.
Decadenza non significa però crollo, e l'idea di "collasso" di queste civiltà, avanzata da alcuni, mi ha sempre lasciato perplesso.
Non conosco nessun esempio storico di una qualsiasi società che sia collassata da sola. Certo, vi possono essere problemi interni che causino un indebolimento, anche sostanziale, della struttura socio-politica, ma occorre sempre una "spallata" finale perché un certo regime crolli del tutto, specia se a questo crollo si associano imponenti fenomeni di distruzione ed abbandono delle città.
All'origine di queste "spallate" a mio avviso, possono esserci due fenomeni:
1) rivoluzione armata dei sudditi nei confronti dei loro governanti;
2) invasioni (o anche solo incursioni) di stranieri bellicosi.
Il primo caso mi sembra assai improbabile, sia perché mi sembra difficile che le popolazioni (essenzialmente rurali) dell'epoca potessero avere una coscienza politica tale e sufficientemente diffusa da causare ribellioni generalizzate, sia perché l'estensione delle distruzioni è così ampia e quasi sincrona da rendere la cosa ancor più improbabile.
Inoltre non credo esista esempio storico di rivoluzioni che abbiano completamente distrutto il regime precedente senza creare, da subito, un nuovo sistema politico; non si spiegano infatti, il totale abbandono, dopo la distruzione, di grandi centri come Hattusas: il nuovo regime avrebbe più probabilmente usato la stessa capitale come nuovo centro politico e amministrativo del nuovo regime.
Rimane la questione della, o più probabilmente, delle invasioni militari e/o delle migrazioni. Questo punto si ricollega alcuni eventi eventi probabilmente chiave: le scorrerie dei Popoli del Mare delle cronache egizie e il mito (in parte attestato archeologicamente) dell'invasione dorica in Grecia. C'è da chiedersi, se questi eventi – a cui si aggiungono quello della guerra di Troia, la formazione dello stato filisteo e della nazione di Israele – siano tra loro collegati, ed anche se non siano solo la punta dell'iceberg di eventi più complessi e di più vasta portata.
Per il momento mi fermo qui. Più avanti affronterò alcuni punti specifici; nel frattempo attendo le vostre impressioni.
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