Ora sono un po' di fretta e posso rispondere solo in modo succinto.
La tesi (forse un po' estrema) di Robert Drews è proprio che alcune popolazioni avessero sviluppato delle tattiche, soprattutto di fanteria, efficaci nel contrastare le cariche dei carri; questa innovazione tecnica si sarebbe poi diffusa in tutte le popolazione "barbare" così da creare, ovunque, una superiorità militare nei confronti degli eserciti palaziali.
Più avanti illustrerò meglio la tesi di Drews... Anche perché credo che uno dei possibili fattori determinanti potrebbe esssere l'uso massiccio della cavalleria montata.
L'ipotesi dell'epidemia o cose simili che avrebbero impedito l'uso della
cavalleria su carri è suggestiva, ma non credo che possa essere più che una causa accessoria. Infatti, l'uso dei carri da guerra terminò del tutto con l'età del Bronzo, mentre credo che se si fosse trattato di una epidemia (quindi un fattore transitorio) dopo qualche tempo sia le vecchie popolazione che gli eventuali nuovi arrivati avrebbero ripreso l'uso dei carri, se questi fossero ancora efficaci sul campo.
Gli Egizi, che dal generale momento di crisi vennero toccati solo in parte, dai cosiddetti popoli del Mare e dagli altri nuovi arrivati nel Levante meridionale, abbandonarono anch'essi l'uso massiccio del carro da guerra: pur vittoriosi, evidentemente avevano avuto anch'essi sentore di un nuovo modo di condurre la guerra.
Durante l'età del ferro il carro non sarebbe certo scomparso del tutto, ma non se ne avrebbe più avuto un utilizzo massiccio, vnendo quindi usato solo come mezzo di trasporto di prestigio.
|