Eh, appunto: è una "rappresentazione". E non c'è bisogno di essere iconoclasti per sentirsi infastiditi dalla rappresentazione invadente del sacro (anzi invadente nel sacro) che non si limita neppure alla immagine, ma mette addirittura "in scena" (con figuranti in carne ed ossa nel medioevo italiano, poi con moderne statuette).
La commistione fra il messaggio dell'avvento messianico e l'umana compassione per la nascita e per la famiglia la trovo addirittura deviante verso un improprio "buonismo" conservatorista.
Poi quando questa rappresentazione non solo è invadente nella dimensione sacra ma è anche fisicamente invadente dello spazio laico (penso al nostro malcostume dei presepi nelle sedi istituzionali), proprio la trovo insopportabile [-( .
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