Mi sembra che la tradizione del presepio risalga a San Fancesco di Assisi, il quale, in un paesino di cui ora non ricordo il nome (dovrebbe essere qualcosa tipo Greccio o simile...) volle ricordare, in una notte di Natale di 800 anni fa l'evento della nascita di Gesù, con delle persone che raffigurassero Maria, Giuseppe, il Bambino, e tutta la scena (asino e bue compresi).
Era un modo per rendere popolare (ricordiamoci che il Vangelo e la Messa erano allora solo in latino, incomprensibili cioè ai più) un episodio centrale del Cristianesimo.
Se si deve inorridire di fronte ad una tradizione così antica e di illustri origini (San Francesco, mica poco!) che dire di fronte ad altre tradizioni popolari: dalle processioni alle feste patronali fino ad arrivare a cose estreme come i flagellanti.
Io sono ateo, eppure trovo estremamente interessante (dal punto di vista antropologico, storico ed umano), a volte addirittura commovente, ogni manifestazione della religiosità popolare. Magari non sono altrettanto favorevole ad alcune opere o idee del clero, ma non ho nulla da obiettare a manifestazioni della fede popolare come il presepio.
Teniamo conto poi che quasto ha anche una grandissima tradizione anche artistica (pensiamo ai presepi monumentali napoletani del '6-700).
A proposito di religiosità popolare, io, da ateo, da tempo mi accostato ai rituali cattolici con un certo distacco e, in qualche caso, addirittura una punta di fastidio. Devo però dire che non mi sono mai sentito tanto intimamente emozionato come alcuni anni fa a Monte sant'Angelo (Gargano). Durante la festa dell'arcangelo Gabriele, oggi come mille anni fa, nella grotta dello splendido santuario di origine loongobarda, affluiscono fedeli da tutta la Puglia. In quest'occasione, mi è capitato di assistere, nella cupa atmosfera della grotta, a gente che pregava con fervore sincero, mentre un gruppo di quattro vecchiette, con una voce rotta che trovai però bellissima, intonavano una canto religioso popolare (in dialetto, e per me incomprensibile) d'una bellezza struggente e che era in tutta evidenza sincera manifestazione di sentimenti profondi.
Il presepio ha ormai una connotazione molto più prosaica, ma si tratta anche di una tradizione (come tutto il Natale, d'altronde) importantissima nella cultura italiana e che, a mio avviso, va mantenuta. Io stesso, pur ateo, festeggio il Natale, non tanto come celebrazione religiosa quanto come festa tradizionale. Devo anzi dire che rimpiango un po' quando ero bambino e i miei, pur non essendo napoletani, facevano in casa un megnifico presepio che occupava mezza stanza.
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