Cara Anna,
sai che io non posso contribuire a questa discussione in quanto né addetto ai lavori e per di più lontano dall'Italia da oramai oltre trent'anni.
Tuttavia non posso non apprezzare la tua risposta, una risposta umanamente saggia. E' vero e giustio che ad un certo punto della vita ci sia il desiderio ed anche la necessità quando si è responsabili non solo per se stessi ma anche per altri, di stabilità e di sicurezza e magari anche di un minimo di benessere. Lo ho sperimenatto io stesso, che non ho disdegnato "l'avventura", il rischio anche se non del tutto incalcolato, lasciando il mio posto sicuro di indsegnante di ruolo per andare all'estero, in cerca di maggiori soddisfazioni (non necessariamente di maggiori guadagni, anche se ci sono stati :wink: ) e ho dovuto poi affrontare più volte situazioni difficili, con perdita del lavoro che pareva sicuro, spostamento dalla Svizzera alla Germania ecc. ecc. Mia moglie, che in seguito alla mia scelta ha lasciato il suo lavoro "sicuro", mi ha appoggiato e secondato, e glie ne sono sempre grato. Ho seguito la mia "stella polare" anche se la rotta ha avuto svolte non previste ed in parte non desiderate.
Penso che i giuvani che si pongono i quesiti per il loro futuro debbano leggere con attenzione le tue parole, e poi guardare ancora sia dentro di sé per vedere che strada indica la stella.
Claudio
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dott. Claudio Giorgini
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