Quote:
Yayra
la sposa in cambio offiva al marito uno dei tre assi che aveva portato con se (assi= somme di denaro o oro, generalmente in dote), mentre deponeva il secondo asse in foco Larium, ossia lo dedicava ai Lari, divinità protettive del focolare domestico, della casa e dei culti religiosi familiari del marito che divenivano anche quelli della sposa (il terzo asse veniva conservato per la nascita del primo figlio, quando la donna da matrona passava allo status di materfamilias)
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Sulla questione dei tre assi che la sposa portava con sé credo sia il caso di fare qualche precisazione.
La fonte che parla di questa usanza è Nonio 531, 8-16 M. = 852 L. Gli assi sono dei nominali romani in bronzo: la sposa, dice Nonio, tiene una moneta in mano (destinata ad essere donata al marito), una nella scarpa (verrà deposta presso il focolare domestico sacro ai Lari), la terza nel
sacciperio, che se non ricordo male è una tasca realizzata con le pieghe della veste. Quest'ultimo asse sarà deposto nel
compitum più vicino alla casa dello sposo.
Su questo passo rinvio a: S. Fasce, I tre assi della sposa, in Studi noniani IX, Genova 1984, pp. 97-110.
Recentemente il passo ha trovato una possibile conferma archeologica dal momento che a Pompei è stato scavato un piccolo deposito collegato a un
compitum in cui erano alcune monete. Vedi:
L. Anniboletti, E. Pender, Domus VI, 2, 16-21, in Rivista di studi pompeiani, XV, 2004, pp. 149-152
L. Anniboletti, Progetto regio VI. Sacello del Vicolo di Narciso (VI, 2, 16-21), in Nuove ricerche archeologiche a Pompei ed Ercolano (Atti del Convegno internazionale, Roma, 28-30 novembre 2002), a cura di P.G. Guzzo, M.P. Guidobaldi, Napoli 2005, pp. 381-382.