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ivan
. . .Se si optasse per la scelta testata registrata (il direttore responsabile non deve essere necessariamente un giornalista, trattandosi di pubblicazione di carattere scientifico, è sufficiente quindi l'iscrizione nell'elenco speciale) per me l'unica strada percorribile sarebbe quella di un'associazione senza scopo di lucro... specialmente questo se si volesse affiancare alla pubblicare elettronica, anche quella cartacea, che porterebbe a far lievitare i costi di gestione.
Il Comitato scientifico si inserisce bene in un contesto associativo, con un proprio statuto e un regolamento ben preciso di nomina e revoca dei membri del comitato. . .
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ivan
La prima copia senz'altro, ma non sono sicuro che valga per tutte le uscite, dovrei controllare, comunque non sarebbe un problema
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L'esistenza di una versione cartacea, foss'anche in pochissime copie, ed il deposito della doppia copia di TUTTI i numeri presso una Biblioteca Nazionale immagino sarebbe un presupposto irrinunciabile (indipendentemente dal fatto che la normativa lo imponga o meno) se lo scopo dell'operazione è di dare una voce a giovani studiosi che non riescono a trovare spazio nelle riviste tradizionali e che hanno bisogno di costruirsi una notorietà in ambito scientifico.
Lo stimolo per i collaboratori non sarebbe la carriera pubblicistica, ma la circolazione di idee fresche e la formazione di curricola scientifici (indispensabili internazionalmente a chi intraprende una carriera di tipo tradizionale).