Una bella ventata di
inesperienza: proprio quello che ci vorrebbe nel panorama delle riviste archeologiche nazionali
Io a vent'anni mi sono trovato l'opportunità di vedermi pubblicato qualche straccio di lavoretto archeologico, di costruire insieme ad altri qualche iniziativa editoriale, di partecipare con coetanei a scelte che presupponevano un metodo scientifico (ed anche facendo delle cavolate, qualche volta): perché chi ha vent'anni oggi non può fare altro che sognarsela questa opportunità ?
Per il fatto che ha davanti a sè tutti i trentenni e quarantenni (per non dire peggio) famelici (e qualche volta incattiviti)? :-\"
Beh, motivo in più perché noi (trentenni e quarantenni) ci si butti per una volta a fare qualcosa di "veramente rivoluzionario"

, mettendo in mano a chi è più giovane di noi il ruolo di "scegliere" e limitandoci a conservare noi quello di "partecipare".
Sono convinto che verrebbe fuori qualcosa di portentoso.