Discussione: Pubblicazioni
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Vecchio 16-January-2008
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Come sapete io sono per l'innovazione del web, quindi per me parlare di rivista elettronica è parlare di cose ovvie. Il web consente la diffusione delle idee in modo capillare, questo però non significa che sia semplice da realizzare e concretizzare.
In tutta sincerità io non ho una conoscenza precisa della pubblicistica periodica archeologica (diciamo di quella "scientifica"), da consentirmi di valutare quali siano i limiti, quindi mi fido di quello che mi dite voi, però per me sarebbe indispensabile avere anche un approccio divulgativo, perché se si allarga il canale di diffusione delle idee e si continua a limitarne l'accessibilità, a cosa serve una nuova rivista? A dare spazio ad altri addetti ai lavori che per varie ragioni sono ora esclusi? A me sembra che ogni nuova rivista parta con questo presupposto, o sbaglio?
Per fare qualcosa di nuovo bisognerebbe, o si potrebbe, trovare un posto anche alla divulgazione.
I principi (a parte il discorso età del comitato, che anche a me sembra un pò restrittivo così come lo avevi posto inizialmente Mdd) sono giusti, ma siamo sicuri che questo comitato poi non ricadrà negli stessi errori? e che riuscirà a dare voce a tutte le idee? Perché se si iniziasse mettendo molti paletti, innanzitutto bisognerebbe trovare un accordo comune sui "paletti" da mettere, e già questo non sarebbe semplice, e poi caso per caso potrebbero porsi altri problemi di opportunità.
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