Ho visto Alexander di Oliver Stone, non lo avevo ancora fatto. Vederlo poco dopo 300 mi ha fatto balzare all'occhio le differenze nel caso in cui se ne voglia dare una lettura attualizzante. Sul giudizio cinematografico lascio stare. Personalmente apprezzo Oliver Stone, anche se non tutti i film penso siano allo stesso livello. Non so se Angelina Jolie sia adatta a fare la madre di Alessandro (però il sorriso e l'espressione del viso mi fanno... va beh, lasciamo perdere

), e non so se Colin Farrell fosse "pronto" per una parte così impegnativa (però istintivamente mi ispira una certa simpatia. Per questioni di biografia personale poi sono contento di aver ritrovato Val Kilmer nella parte di Filippo. Dario invece lo fa Raz Degan

). Il film poteva forse durare di meno, oppure di più, a seconda dei punti di vista. Poteva essere più lento o più veloce, più introspettivo o meno, meno insistente sulle tendenze sessuali di Alessandro e sul rapporto con la madre, oppure di più, non so. Tuttavia la differenza rispetto a 300 è evidente. In 300 occidente e oriente sono nettamente divisi tra libertà e tirannia, civiltà e barbarie, uomini e mostri. Alessandro invece coltiva il sogno di un mondo "globalizzato" e "multiculturale", un mondo in cui oriente e occidente siano unificati e pacificati, in cui ci sia mescolanza tra razze e culture, e nel quale gli uomini siano liberi di circolare senza problemi.