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Vecchio 17-January-2008
Moneta Moneta Non in Linea
AI magister
 
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Innanzitutto: grazie Ivan di aver spezzato la discussione! Era proprio il caso.

Cerchiamo di essere lucidi e sereni e non valutare il "caso" adeguandoci al tipo di informazione che gira attualmente.

1. In Italia, e lo dico da cattolica professante, l'influenza della Chiesa è talvolta eccessiva. Lo Stato dovrebbe essere una cosa, la Chiesa un'altra. E questo non per utilizzare formule tipo "libera Chiesa in libero Stato" che mi sembrano lasciare il tempo che trovano. Lo Stato deve tutelare la libertà di espressione di tutti i cittadini, qualsiasi sia il loro credo religioso, se ce l'hanno, o le loro opinioni (ovvio: non si accettano inviti all'omicidio e al terrorismo, ça va sans dire!). Credo che secoli di guerre di religione in Europa dovrebbero averci insegnato un po' di tolleranza reciproca.

2. La Chiesa ha il diritto/dovere di richiamare i suoi membri, laici e religiosi, all'osservanza di alcuni principi. Ma gli stessi membri devono essere consapevoli del fatto che non possono imporre quegli stessi principi a chi non crede o ha religioni differenti.

3. Su questioni che toccano la coscienza individuale, come aborto, eutanasia, questioni di etica, è naturale che si aprano dei dibattiti. Non altrettanto naturale è che i dibattiti siano strumentalizzati a fini politici e che diventino l'occasione per arroccarsi in affermazioni di parte. E non trovo giusto che la religione diventi un'arma nella lotta partitica.

4. Anche all'interno della Chiesa esistono delle voci discordanti sul tipo di pastorale scelto da Benedetto XVI. Ivan citava Martini (grande!), ma consiglierei a tutti di andarsi a sentire l'intervista di qualche tempo fa rilasciata a Che tempo che fa da padre Bianchi (nella videoteca sul sito del programma è disponibile la registrazione). Che effettivamente qualche passo indietro rispetto al Vaticano II sia stato fatto, direi che è innegabile.

Ora, per i fatti della Sapienza. Ritengo che l'invito del rettore fosse legittimo. Forse non ha scelto l'occasione migliore, ma poteva fare anche di peggio. Per lo meno non era un'occasione inventata ad hoc.
Legittima la contestazione di alcuni: ribadisco non tutti possiamo sempre essere d'accordo. Forse i toni un po' meno. E sarebbe stato veramente un bene se le famose lettere fossero state riportate per intero in modo da sapere quali fossero i punti decisivi per cui la visita di un papa era ritenuta poco adatta.
Assurde certe manifestazioni generaliste in cui è entrato di tutto un po'.
Pazzesco il caso montato.
Chi protestava ha dato occasione di creare un martire (strano: credevo che i martiri fossero quelli che muoiono per la fede, non chi non va a tenere una conferenza perchè c'è il rischio di qualche fischio e del lancio di pomodori... O).
Il contestato tacendo ha ottenuto molta più risonanza per il suo messaggio che se avesse parlato.

Ha vinto la laicità? Ma facciamoci il piacere! Ha vinto la stupidità. E di nuovo, in Italia, ha vinto la minoranza che urla per farsi sentire, non la maggioranza che vorrebbe dialogare e capire. Sarei curiosa di sapere a quanti fra docenti, ricercatori, studenti non interessava nulla di questo famigerato invito e a quanti invece faceva piacere.

Per conto mio sono convinta che Giovanni Paolo II, che di diplomazia e comunicazione ne capiva di più, sarebbe andato lo stesso, si sarebbe preso i suoi fischi, avrebbe abbozzato e via. :wink:

P.S.
Sono sicura di aver omesso qualcosa o di aver scritto in modo sbagliato qualcos'altro. Perdono. Non sono temi facili da affrontare.
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