E' difficile formulare un parere sulla base delle poche immagini disponibili.
Sebbene gli Inca siano giustamente celebri per le raffinate mura poligonali, è un fatto che i templi di maggiore importanza fossero realizzati in opera quadrata, anzichè nella più comune tecnica poligonale. L'opera quadrata non è dunque una prerogativa esclusiva delle culture pre-incaiche (Tiwanaku e Wari su tutte), come talora si legge in certi commenti.
Senz'altro più interessante dal punto di vista della datazione è il fatto che le rovine si trovino quasi completamente interrate, il che è atipico per edifici appartenenti all'epoca incaica e potrebbe suggerire una datazione antecedente.
Ovviamente, fintanto che non si potranno portare alla luce ceramiche o altri manufatti è estremamente difficile concludere alcunchè in merito all'età dei resti rinvenuti, dato anche il frequente riutilizzo in epoca incaica di siti di epoca pre-incaica.
Anticamente il sito di Kimbiri si sarebbe trovato ad alcuni giorni di marcia dal Cuzco, in quello che gli Inca chiamavano Antisuyu, uno dei quattro cantoni dell'Impero, il più selvaggio, rivolto verso le pianure amazzoniche e il versante orientale della Cordigliera.
Le fonti storiche sono d'altra parte concordi nel situare il Paititi a circa dieci giorni di marcia dal Cuzco. E' quindi possibile che le rovine recentemente scoperte possano essere uno degli avamposti di frontiera del Gran Paititi - verosimilmente un regno vassallo degli Inca - , la cui esistenza è riportata da numerosi documenti di epoca coloniale.
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