Discussione: anomalia di Bouguer
Visualizza messaggio singolo
  #5 (permalink)  
Vecchio 05-February-2008
astracedi astracedi Non in Linea
AI senatus
 
Data Registrazione: Oct 2005
Luogo: Osimo (An)
Messaggi: 835
Predefinito

Sinceramente non capisco molto come l'anomalia di Bouguer possa essere interessante nella prospezione archeologica, se non come mero bagaglio teorico.

La teoria è questa. Supponendo la Terra composta da strati concentrici uniformi per composizione e spessore, la variazione del valore di accelerazione gravitazionale (g) dovrebbe dipendere solo dalla quota e dalla latitudine (essendo la Terra non perfettamente sferica). Si è ben presto notato, però, che l'accelerazione gravitazionale varia non solo in base a questi parametri ma dipende anche dalla diversa densità delle rocce sottostanti: rocce più dense (es. basalti), cioè con massa maggiore a parità di volume, causeranno un leggero aumento nell'attrazione gravitazionale locale, rispetto a quella teorica, mentre rocce più leggere (es. calcari) provocano una anomalia negativa. Queste anomalia negative o positive sono, appunto, le Anomalie di Bouguer.

L'anomalia di Bouguer è quindi di fondamentale importanza nell'analisi geofisica del sottosuolo ma su grande scala, cioè nel campo di interesse della geologia strutturale (tettonica). Anomalie di Bouguer, su scala chilometrica o più, servono per individuare ispessimenti crostali profondi o sovrascorrimenti, camere magmatiche, batoliti granitici, ecc.

IN campo archeologico non capisco cosa serva sapere qual'è il valore teorico dell'accelerazione gravitazionale in un preciso punto. Con un gravimetro basta spostarsi di qualche metro, finendo sopra oppure distante dall'eventuale struttura sotterranea, per vedere una variazione di g. Muovendosi attorno sarà quindi possibile mappare (approsimativamente) l'area della struttura nascosta: come archeologi vi interessa la variazione qualitativa di g, ma non quella quantitativa. Riuscite a mappare la struttura sia che stiate sopra un batolite granitico (es. ad Aosta) che su un substrato calcareo (come il tavoliere delle Puglie), tanto sul livello del mare che a 3000 metri di quota, tanto in Scandinavia che all'Equatore: quello che vi interessa è che ci sia una variazione nell'arco di uno spostamento orizzontale di alcuni metri, non di quanto la registrazione del vostro gravimetro si discosti dal valore teorico per quella quota e latitudine.

Spero di essere stato chiaro, altrimenti chiedi pure.
__________________

Marco Astracedi
www.pangeacom.it
Rispondi Citando